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Chi c’è sulla tua lista dei nemici? Non fingere di non averne una…

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Ecco il grande segreto: pregare per i nostri nemici cambia noi, non loro

29) Compila una lista dei tuoi “nemici”. Poi, ogni giorno, dì una preghiera per loro.

54 modi per essere misericordiosi durante l’Anno Giubilare della Misericordia

Chi figura sulla vostra lista dei nemici? Non fingete di non averne una. Ci ho provato anch’io, pensando: “Davvero, non c’è nessuno che non mi piaccia o che tema o con cui sia arrabbiata al punto da definirlo un vero nemico”.

E poi mi sono ricordata di varie cose: del tizio che insiste a fumare fuori dalla finestra del mio appartamento tre o quattro volte al giorno nonostante i cartelli “Vietato fumare”, della persona che parla tanto per parlare e deve sempre avere l’ultima parola, anche se è sulla mia pagina di Facebook, dei nemici di vecchia data – la madre che non ha capito, il marito che se n’è andato, il capo che è stato deliberatamente crudele –, dei nemici su ampia scala: i bulli e i guerrafondai, i terroristi e i dittatori, in casa e fuori.

Se si hanno l’opportunità e un po’ di onestà, abbiamo tutti una lista. L’urgenza di diffamare e biasimare, di incatenare ai nostri cuori amareggiati i nomi di coloro che riteniamo responsabili della nostra infelicità, è umana e abbastanza comune da essere oggetto di satira, come facevano Gilbert e Sullivan in The Mikado. Siamo tutti Ko-Ko, il personaggio che era un sarto inetto e la cui gioia nell’elencare tutti coloro a cui avrebbe voluto “dare un bel taglio” viene celebrata nella canzone nota come I’ve Got a Little List:

Visto che un giorno potrebbe succedere di dover trovare una vittima,

Ho una piccola lista – ho una piccola lista

Di persone che offendono la società e che potrebbero benissimo essere eliminate,

E di cui nessuno sentirebbe mai la mancanza – nessuno sentirebbe mai la mancanza!

Per chi di noi ricorda gli anni del Watergate, il concetto di lista di nemici politici è piuttosto familiare. L’ex Presidente Nixon non è stato né il primo né l’ultimo a tenere una lista di oppositori o a cercare di rendere loro difficile la vita; la sua amministrazione è stata solo meno reticente al riguardo rispetto alla maggior parte delle altre.

Per questo, mettere in pratica la prima parte del suggerimento di questa settimana per agire con misericordia durante l’Anno Giubilare – “Compila una lista dei tuoi ‘nemici’” – non è purtroppo difficile come dovrebbe essere, e tuttavia anche questa prima parte è un atto di misericordia per noi, perché ci costringe a riconoscere che vediamo alcune persone come nostri nemici, come “altri”, come “non noi”. Ci costringe ad ammettere che siamo in guerra, il che è il primo passo per fare la pace.

Veniamo al prossimo passo: “Poi, ogni giorno, dì una preghiera per loro”. Troppo difficile, decisamente. Gesù sa quanto sia complicato, e quindi ci dice – se vogliamo ascoltare – perché dobbiamo farlo:

Ma a voi che ascoltate, io dico: Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano… Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell’Altissimo; perché egli è benevolo verso gl’ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro” (Lc 6, 27-36).

Ecco il grande segreto: pregare per i nostri nemici non cambia loro. Cambia noi, in modo lento, faticoso e a malincuore, trasformandoci in persone di misericordia che assomigliano al loro Padre. Trasforma l’odio in amore. Non si può pregare per qualcuno e poi odiarlo. Cambia il modo in cui vediamo, trasformando i nemici in fratelli e sorelle amati.

E a volte pregare per i nostri nemici salva la nostra vita – e la loro. Guardate il notevole documentario del 2015 My Enemy, My Brother. Vedete come in un momento critico un nemico ha chiesto a Dio di benedirne un altro ed è stato salvato dalla sua preghiera, e poi – miracolosamente – ha salvato la persona che lo aveva salvato.

Thomas Merton lo ha detto in modo splendido in una lettera a Dorothy Day: “Le persone non si conoscono solo in base al loro intelletto, solo in base ai loro principi, ma solo in base all’amore. È quando amiamo l’altro, il nemico, che otteniamo da Dio la chiave per comprendere chi sia, e chi siamo noi”.
Stilate quella lista. Scrivetela. Non abbiate paura. E poi pregate per ogni nome, ogni giorno, e guardate la misericordia accorciare la lista fino a che non si dissolverà in amore e gratitudine. Davvero una grande ricompensa.

 

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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