Ricevi Aleteia tutti i giorni

Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

Film apostolico raccomandato: L’attimo fuggente

Condividi

"Solo nei sogni gli uomini sono davvero liberi, è da sempre così e così sarà per sempre"

di Ignacio Romero

Quando si parla dei film del defunto Robin Williams, “L’attimo fuggente” è sempre uno dei primi della lista. Un vero classico, senza ombra di dubbio. La storia è semplice: John Keating (Robin Williams) è un professore di letteratura della prestigiosa accademia Welton. Attraverso la poesia ispira i suoi alunni a pensare con la propria testa e non con gli standard imposti dal mondo. I giovani sono portati a fare cose che non avrebbero mai pensato di poter fare.

Sebbene il film sia del 1989, a mio avviso ci sono degli elementi molto attuali che servono ad illustrare una realtà che continua ad esserci anche al giorno d’oggi.

1. Il prof. John Keating contro lo “pseudo-cristianesimo”

L’accademia Welton e i suoi professori – rigidi e legati alla tradizione – impersonano quello che potremmo chiamare “pseudo-cristianesimo”. Per loro la vita deve essere un costante sguardo verso il futuro, dimenticandosi del presente e proiettando tutte le nostre azioni verso il domani. “Ammazzati di studio e rinuncia ad una vita oggi, affinché domani tu possa diventare un professionista”.

Questo pseudo-cristianesimo sostiene che è necessario soffrire oggi per essere poi consolati in Cielo. Beh… non è questo ciò che siamo chiamati a vivere. Ed è il personaggio di Robin Williams a suggerire, nel film, la chiave per vivere come veri cristiani: «Carpe Diem», «cogli l’attimo». Il professor Keating, già dalla prima classe, spinge gli studenti a svegliarsi dalla condizione di “zombie” in cui li hanno resi la scuola e i professori. Anche noi a volte diventiamo così, e l’unico senso che diamo a tutta la nostra vita è che un domani andremo in cielo. Il paradiso va vissuto nel presente. La felicità sulla terra è possibile. Nel cielo sarà piena, ma oggi possiamo essere felici. San Paolo dice: “Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi”. Dio è con noi, qui ed ora. È possibile essere felici, in Lui. C. S. Lewis ha scritto nelle «Lettere di Berlicche»:

«Gli esseri umani vivono nel tempio, ma il nostro Nemico (Dio) li ha destinati all’eternità. Lui vuole dunque, credo, che mirino principalmente a due cose: all’eternità stessa e a quella parte di tempo che chiamano presente. Perché il presente è il punto in cui il tempo coincide con l’eternità».


LEGGI ANCHE: 4 film che ci insegnano la definizione dell’amore


2. Il conformismo: la difficoltà di mantenere le proprie convinzioni di fronte agli altri

Nel film c’è una scena eccezionale che parla del conformismo. Keating prende la sua classe e dice a tre suoi alunni di camminare in fila indiana intorno al cortile. I tre iniziano a marciare, ognuno al proprio passo e alla propria velocità, ma all’improvviso i tre si trovano a camminare all’unisono.

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni