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Le sfide dell’immigrazione nel rapporto Caritas 2016

ROBERT ATANASOVSKI / AFP
Macedonian police officers control a crowd of migrants and refugees as they prepare to enter a camp after crossing the Greek border into Macedonia near Gevgelija on October 8, 2015. Macedonia is a key transit country in the Balkans migration route into the EU, with thousands of asylum seekers and migrants - many of them from Syria, Afghanistan, Iraq and Somalia - entering the country every day. AFP PHOTO / ROBERT ATANASOVSKI
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Ci sono i numeri delle migrazioni su lavoro, scuola, carceri, rifugiati nelle oltre 400 pagine del dossier realizzato in collaborazione con Migrantes e che quest’anno taglia il traguardo dei 25 anni.

di Maddalena Maltese

«Il contatto tra italiani e immigrati è un noi e un voi che vorremmo finalmente fosse superato nella certezza di una “società delle culture”» esordisce monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, presentando il dossier Immigrazione realizzato in collaborazione con la Caritas e giunto quest’anno alla 25esima edizione: uno studio iniziato negli anni ’90 e che si annunciava già profetico, non solo per i dati statistici sulla presenza straniera in Italia, ma soprattutto per le molteplici prospettive sociali e culturali aperte sulla multiculturalità che abitava e avrebbe sempre più abitato il nostro Paese. Non solo numeri, ma volti, voci, incontri dietro a queste centinaia di pagine che analizzano difficoltà vecchie e nuove che la presenza straniera continua a suscitare, spesso accompagnata da polemiche sterili e non veritiere.

I migranti nel mondo Secondo i dati del dipartimento dell’Onu per gli Affari economici e sociali(UnDesa), il numero dei migranti internazionali ha continuato a crescere negli ultimi quindici anni: mentre nel 2000 erano 173 milioni, nel 2015 sono 243,7 milioni le persone nel mondo che vivono in un Paese diverso da quello d’origine. Va comunque precisato che, secondo le stime dell’Oim, la quota dei migranti irregolari sul totale dei flussi internazionali ammonterebbe al 10-15 per cento del totale, circa 24 milioni. L’Europa ospita il 31,2 per cento del totale internazionale dei migranti. Seguono l’Asia (30,8 per cento) e il Nord America (22,4 per cento). Tra gli 11 Paesi del mondo con il più alto numero di migranti, Stati Uniti e Federazione russa ne accolgono un quarto del totale. Germania, Regno Unito e Francia sono i principali Paesi europei ospitanti, la Germania in particolare accoglie il 76,2 per cento degli stranieri residenti nella Ue, mentre gli ultimi due posti nella classifica spettano alla Spagna e al nostro Paese.

I nuovi residenti italiani Al 1° gennaio 2015 risiedevano in Italia 5.014.437 cittadini stranieri e più della metà donne, segno di un desiderio di maggiore stabilizzazione familiare. Rispetto al 2014 la popolazione straniera è aumentata di 92.352 unità con una forte incidenza dei Paesi dell’Europa centro-orientale, seguiti da Africa settentrionale e Asia. Tra le nazionalità più numerose si distinguono il Marocco (13,2 per cento), l’Albania (12,7 per cento), la Cina (8,5 per cento) e l’Ucraina (6,0 per cento). Dopo il ricongiungimento e il lavoro, il terzo motivo di richiesta di permessi di soggiorno è legato alla richiesta di asilo (7,0 per cento). Al 1° gennaio 2015 in Italia sono presenti ben 198 nazionalità su un totale mondiale, al 2016, di 232. Ad inizio 2015 quasi il 60 per cento degli immigrati vive nel Nord e nel Centro e in particolare in Lombardia (23,0 per cento), Lazio (12,7 per cento), Emilia Romagna (10,7 per cento) e Veneto (10,2 per cento).

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