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7 cose da ricordare quando sembra impossibile perdonare

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Catholic Link - pubblicato il 05/07/16

di Ruth Baker

Non riesco a perdonare.

Non sempre e mai facilmente. È dura perdonare e qualche volta non voglio farlo. Cosa fare quando c’è qualcosa nella tua vita troppo grande da perdonare?

I seguenti punti potrebbero non essere un processo “passo-dopo-passo” sul come perdonare ma possono aiutarti a farti capire cos’è il perdono e perché lottiamo per perdonare. Non ci piace perdonare. Il perdono ha una brutta reputazione e spesso sembra inutile. Forse è così perché ci sono molte idee sbagliate su cosa sia il perdono e su come perdonare, e manca la conoscenza delle emozioni reali e di quelle negative che lo circondano.

1. Cos’è il perdono e cosa non è

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Il perdono non è dire che ciò che ci hanno fatto è accettabile o può essere dimenticato. Non è ignorare le tue ferite o far finta che non sia successo niente. Non è permettere agli altri di andarsene ferendoti. Affinché avvenga il perdono, il dolore e la sofferenza devono essere riconosciuti veramente, ma a tal punto che ci sia un futuro oltre la ferita del passato. Il perdono è scegliere di mettere fine alla sofferenza e al dolore facendo luce sulla situazione, dicendo che questo dolore non deve avere l’ultima parola.


2. Odio: la barriera più grande al perdono

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Il perdono è difficile perché ci sembra quasi “buono” – nella maggior parte dei casi – odiare la persona che vorremmo perdonare. Non vogliamo perdere il potere che l’odio ci dà: il potere di tornare da loro e farli soffrire quanto loro hanno fatto soffrire noi.

Eppure odiare gli altri non farà andar via le loro azioni aggressive.

Odiarli non cambierà ciò che ti hanno fatto o gli eventi del passato. Odiarli ti danneggerà soltanto, perché l’odio non può creare il bene. Odiare non può fermare il dolore che provi o guarire le ferite che ti fanno soffrire.

L’odio sembra buono solo perché non sappiamo come ci fa sentire la libertà del perdono. Non capiamo che questa libertà è meglio del sentimento dell’odio. Non capiamo che anche l’odio ci sta ferendo. Crediamo alla menzogna secondo cui l’odio sia una soluzione al problema perché bloccherebbe il dolore del passato.


LEGGI ANCHE: Il miracolo del perdono e come può salvare il tuo matrimonio dall’inferno


3. “L’odio non è una forza creativa”

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Sbagliamo se crediamo che l’odio sia una sorta di soluzione o medicamento al dolore che abbiamo subito.

Come disse San Massimiliano Maria Kolbe, “l’odio non è forza creativa; solo l’amore crea. La sofferenza non prevarrà su di noi, ci farà solo sciogliere e ci rafforzerà”.

San Massimiliano Maria Kolbe sapeva qualcosa dell’odio, ma anche tanto dell’amore. Ha vissuto gli ultimi mesi della sua vita ad Auschwitz, testimoniando alcuni degli atti più barbarici che l’uomo abbia mai conosciuto. Ha sacrificato la sua vita al posto di un uomo sposato con figli che stava per essere mandato nella camera a gas. In quel momento ha sostituito la violenza e l’odio con un atto d’amore. Un atto che gli ha fatto dire: “Non sarò parte di questo odio. Metterò in questa situazione qualcosa che crea, invece di distruggere”.

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