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Gesù, esempio supremo di leadership

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La leadership fa la differenza, perché offre direzione, modella il carattere e crea opportunità

Il tema della leadership ha ricevuto grande attenzione negli ultimi anni. La Chiesa del Signore Gesù ha urgente bisogno di leader irreprensibili con il cuore secondo il cuore di Dio stesso.

La leadership fa la differenza, e una grande differenza, perché offre direzione, modella il carattere e crea opportunità. Gli effetti della leadership iniziano alla nascita, ma non smettono di esistere con la morte.

Coloro che Dio sceglie per guidare hanno sia privilegi che responsabilità. La loro influenza sulle altre persone li distingue dai seguaci. La leadership di alta qualità è tra i tesori più preziosi di qualsiasi comunità o organizzazione. La leadership di bassa qualità, al contrario, produce un tragico spreco e una frustrazione caotica. I leader di Dio (e per Dio) sono sempre pochi.

Il nostro mondo è alla ricerca di un leader. Sta cercando qualcuno che abbia una visione e possa esercitare saldamente un’influenza speciale per portare la Chiesa, o perfino un Paese intero, alla conoscenza della Salvezza.

Cominciare con pochi

Tutto ha un suo inizio, e in questo caso si è verificato quando Gesù ha chiamato alcuni uomini e li ha invitati a seguirlo. Non ha mostrato di preoccuparsi di progetti speciali per raggiungere grandi platee, ma si concentrava sulle persone che le folle dovevano seguire. Prima di diventare noto al grande pubblico, Gesù ha iniziato a riunire un gruppo selezionato di uomini.

Gesù ha cercato persone che fossero capaci di portare avanti la sua opera dopo il suo ritorno al Padre. Giovanni e Andrea sono stati i primi convocati. Andrea ha poi portato suo fratello Pietro (Gv 1, 41-42). Il giorno dopo, Gesù ha incontrato Filippo sulla via verso la Galilea, e questi, a sua volta, ha trovato Natanaele (GV 1, 43-51). Giacomo, fratello di Giovanni, non è menzionato come membro del gruppo fin quando i quattro pescatori non vengono convocati di nuovo, molti mesi dopo, nel mare di Galilea (Mc 1, 19; Mt 4, 21). Subito dopo, passando per la città di Cafarnao, il Maestro propone a Matteo di seguirlo (Mc 2, 13-14; Mt 9, 9; Lc 5, 27-28). La chiamata degli altri discepoli non è stata registrata nei Vangeli, ma si crede che tutte siano avvenute nel primo anno del ministero di nostro Signore.

Quei pochi pionieri convertiti erano destinati a diventare i leader della Chiesa del Signore. Sarebbero stati loro a portare il Vangelo in tutto il mondo. La loro vita ha un significato che durerà per tutta l’eternità.

L’aspetto più interessante relativo a questo gruppo di uomini è che all’inizio nessuno di loro “colpiva”. Nessuno occupava una posizione di spicco nella sinagoga, e nessuno apparteneva al corpo sacerdotale levita. La maggior parte di loro era formata da lavoratori comuni, e probabilmente non aveva alcuna qualifica al di là di una conoscenza di base necessaria per l’esercizio della propria professione.

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