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I terroristi di Dacca: nichilismo o Islam?

© AFP
A picture released by the Bangladesh Branch of the Islamic State group (IS) shows a man identified by IS as Abu Umeer al-Benghali, allegedly one ot the gunman who carried out an attack in the capital Dhaka on July 1, 2016 during which 20 hostages were slaughtered at a restaurant, posing with a rifle in front of a flag of the Islamic State jihadist group at an undisclosed location.
Bangladesh said on July 3, 2016 the attackers who slaughtered 20 hostages at a restaurant in Dhaka were well-educated followers of a homegrown militant outfit who found extremism "fashionable", denying links to the Islamic State group. The Islamic State group have claimed responsibility for the attack, saying it had targeted a gathering of "citizens of crusader states" at the Western-style cafe July 1, 2016 at night. But Home Minister Asaduzzaman Khan told AFP the killers -- six of whom were shot dead in the siege -- were members of the homegrown militant outfit Jamaeytul Mujahdeen Bangladesh (JMB), a group banned over a decade ago.



/ AFP PHOTO / -
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Individualisti e privi di una conoscenza dell’Islam autentico. Ma uccidono in nome di Allah. Ecco chi sono i rampolli del terrore

TRE EVENTI DECISIVI

Per comprendere l’intreccio di questi due fenomeni occorre tornare al 2005, anno “cerniera” in cui si collocano tre eventi decisivi: le rivolte nelle banlieue in Francia, che segnano «l’irruzione della generazione uscita dall’immigrazione postcoloniale come attore politico centrale»; la pubblicazione online de “L’appello alla resistenza islamica mondiale”, un testo dell’ideologo qaidista Abu Mus’ab al-Suri che «teorizza il terrorismo sul suolo europeo come principale vettore della lotta contro l’Occidente e identifica nella gioventù ‘male integrata’ il suo strumento privilegiato»; la nascita di Youtube e del web 2.0, che introduce nella galassia jihadista nuove forme di comunicazione e reclutamento.

Per alcuni anni, gli effetti della convergenza di questi tre fattori – disagio dei giovani musulmani, mutamento ideologico e ambiente tecnologico – rimangono latenti, fino a quando nel marzo del 2012, un giovane franco-algerino, Mohamed Merah, attacca prima quattro militari francesi, uccidendone tre, e poi assassina a sangue freddo tre bambini e un insegnante di una scuola ebraica di Tolosa. Secondo Kepel, quello che all’epoca sembra un episodio isolato è in realtà soltanto il preludio dell’ondata jihadista a venire.

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