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Papa Francesco: Il Signore converta i cuori dei violenti

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All’Angelus Francesco ha espresso la sua vicinanza ai familiari delle vittime di Dacca e di Baghdad e ha recitato un’Ave Maria

di Mauro Pianta

Dopo il messaggio inviato ieri alla diocesi di Dacca attraverso il segretario di Stato Parolin, il Pontefice è tornato oggi a parlare delle vittime degli attentati terroristici. Lo ha fatto dopo l’Angelus recitato in piazza San Pietro.

«Esprimo la mia vicinanza – ha detto il Papa – ai familiari delle vittime e dei feritidell’attentato avvenuto ieri a Dacca, e anche a quello avvenuto a Baghdad(questa mattina l’esplosione di un’autobomba ha causato oltre 78 morti, ndr),preghiamo insieme, preghiamo insieme per loro per i defunti, e chiediamo al Signore di convertire il cuore dei violenti accecati dall’odio». Il Papa ha quindi recitato una «Ave Maria».

Prima della recita dell’Angelus, Francesco si era soffermato su una pagina del vangelo di Luca. «L’odierna pagina evangelica – ha detto – ci fa capire quanto è necessario invocare Dio, “il signore della messe, perché mandi operai per la sua messe”. Gli “operai” di cui parla Gesù sono i missionari del Regno di Dio, che Egli stesso chiamava e inviava «a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi . Loro compito è annunciare un messaggio di salvezza rivolto a tutti, dicendo: «E’ vicino a voi il Regno di Dio» . Infatti Gesù ha “avvicinato” Dio a noi; in Gesù, Dio regna in mezzo a noi, il suo amore misericordioso vince il peccato e la miseria umana».

«Questa – ha proseguito Bergoglio -è la Buona Notizia che gli “operai” devono portare a tutti: un messaggio di speranza e di consolazione, di pace e di carità. Gesù, quando manda i discepoli davanti a sé nei villaggi, raccomanda loro: «Prima dite: “Pace a questa casa!”. «I missionari – ha aggiunto a braccio – annunciano sempre un annuncio di salvezza per tutti e a tutti, non solo i missionari che vanno lontano, ma anche noi cristiani che diciamo una buona parola di salvezza, e questo è un dono di Gesù».

Una salvezza che si realizza nel quotidiano: «Tutto questo significa che il Regno di Dio si costruisce giorno per giorno e offre già su questa terra i suoi frutti di conversione, di purificazione, di amore e di consolazione tra gli uomini. Che bello – ha aggiunto ancora a braccio – costruire il regno giorno per giorno: costruire , non distruggere».

«Quando noi facciamo questo – ha aggiunto papa Francesco a proposito dell’annuncio evangelico – il cuore si riempie di gioia e questa espressione mi fa pensare a quanto la Chiesa gioisce e si rallegra quando i suoi figli ricevono la buona notizia grazie alla dedizione di tanti uomini e donne che quotidianamente annunciano il vangelo, sacerdoti, quei bravi parroci che tutti conosciamo, suore consacrate, missionari, missionarie e mi domando, eh sentite la domanda – ha invitato – mi domando: quanti di voi giovani che siete presenti oggi nella piazza sente la chiamata del Signore a seguirlo? Non abbiate paura, e portate agli altri questa fiaccola dello zelo apostolico che ci è stata data da questi discepoli».

Poi il Papa ha rivolto alla folla dei fedeli un’altra domanda.«Con quale spirito – si è chiesto Bergoglio – il discepolo di Gesù dovrà svolgere questa missione? Anzitutto – è la risposta – dovrà essere consapevole della realtà difficile e talvolta ostile che lo attende». «Ma Gesù – ha spiegato papa Francesco – non risparmia parole su questo, dice `vi mando come agnelli in mezzo ai lupi, è chiarissimo, e fin dall’inizio c’è la persecuzione” «perché sa che cosa è la missione». «L’operaio del Vangelo – spiega il Papa – si sforzerà di essere libero dacondizionamenti umani di ogni genere, non portando borsa, né sacca, né sandali; questo significa abbandonare ogni motivo di vanto personale, di carrierismo, di sete di potere, e farsi umilmente strumenti della salvezza operata dal sacrificio di Gesù». «Quella del cristiano nel mondo – ha rimarcato il Pontefice – è una missione stupenda e destinata a tutti, nessuno escluso; essa richiede tanta generosità e soprattutto lo sguardo e il cuore rivolti in alto, per invocare l’aiuto del Signore. C’è tanto bisogno di cristiani che testimoniano con gioia il Vangelo nella vita di ogni giorno».

Francesco ha quindi ricordato il sacrificio di Maria Goretti, la ragazza delle paludi pontine che prima di morire perdonò lo stupratore che l’aveva ferita a morte. «Nell’Anno Santo della Misericordia mi è caro ricordare che mercoledì prossimo celebreremo la memoria di santa Maria Goretti, la ragazza martire che prima di morire perdonò il suo uccisore». Per la giovane martire della purezza, il Papa ha chiesto un applauso della folla di piazza San Pietro.

Dopo l’Angelus, il Papa si è infine complimentato con gli oggi molto riconoscibili fedeli di Bergamo, «cha non hanno risparmiato per fare quel cartello così grande», e con quelli di Ascoli Piceno giunti a piedi a Roma in occasione del Giubileo. Nei vari saluti ai gruppi presenti papa Francesco, che oggi aveva la voce un po’ raffreddata, ha ricordato anche quanti «sono venuti a cavallo da Cracovia», a piedi lungo la Salaria e in bici e moto da Cardito.

«A tutti – ha poi concluso – auguro una buona domenica. Per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!».

 

QUI L’ARTICOLO ORIGINALE

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