Aleteia
giovedì 22 Ottobre |
San Gaspare del Bufalo
vaticano notizie

Missionari italiani in Bangladesh: rischiare la vita per il Vangelo

Vatican Insider - pubblicato il 03/07/16

Il rischio c’è, anche della vita, ma la fede è più grande. L’annuncio e la testimonianza del Vangelo non si fermano, nemmeno di fronte al terrorismo. Sono una cinquantina tra religiosi, preti, suore e laici consacrati, i missionari italiani presenti in Bangladesh. Ci sono i sacerdoti del Pontificio istituto missioni estere, di origine milanese, i missionari saveriani (fondati da san Guido Conforti), le suore dell’Immacolata e quelle dell’istituto di Maria Bambina. Non mancano alcuni laici della Comunità Giovanni XXIII, anch’essi impegnati nel servizio pastorale e sociale.

Se infatti sono le parrocchie il primario campo di apostolato – con la celebrazione dei sacramenti e accompagnamento delle famiglie cattoliche – molta parte dell’opera dei missionari in terra bengalese consiste nell’attività di istruzione, con scuole e collegi, nella assistenza offerta negli ospedali o nel promuovere lo sviluppo socioeconomico delle popolazioni svantaggiate come i tribali. I missionari italiani sono preziosi coadiutori della Chiesa locale, un piccolo gregge di 300mila fedeli, lo 0,2% su una popolazione al 90% musulmana.

I saveriani sono nell’ex Pakistan orientale dal 1952, quando presero il posto dei Salesiani che scelsero di concentrarsi sul servizio pastorale in Pakistan occidentale, dove sono tuttora sono. Nella guerra per l’indipendenza del 1971 persero il sacerdote Mario Veronesi e qualche anno dopo Valeriano Cobbe, assassinato a Shimulia: tuttora i due «costituiscono per la Chiesa del Bangladesh una permanente testimonianza della loro incarnazione missionaria», ricorda Silvano Garello, confratello dei due, impegnato tuttora in Bangladesh in un prezioso contributo di pubblicazioni cattoliche di carattere culturale, liturgico e divulgativo in lingua bengali.

Circa la metà dei missionari italiani presenti nel paese appartengono al Pime: quella nel Golfo del Bengala una delle missioni più antiche del Pontificio Istituto Missioni Estere, che giunse nel subcontinente indiano nel 1855. Oggi il Pime ha 25 missionari nel paese, presenti in tre diocesi (Dacca, Dinajpur e Rajshashi) e impegnati a livello pastorale nelle parrocchie ma anche in opere educative e sociali come scuole, dispensari, ospedali. Alla periferia della megalopoli Dacca, in un’area ad alta concentrazione industriale, i missionari italiani hanno avviato un Centro pastorale che accoglie gli operai e fornisce loro assistenza materiale e spirituale.
«Siamo profondamente addolorati e scioccati ed esprimiamo la nostra solidarietà alle famiglie delle vittime», osserva a Vatican InsiderMichele Brambilla, superiore della comunità Pime in Bangladesh. «Ci auguriamo che il governo adotti misure serie per fermare il terrorismo e garantire l’incolumità dei cittadini e di tutti gli stranieri che vivono nel paese».

Quella terroristica in Bangladesh è una minaccia da non sottovalutare per i missionari di origine europea o occidentale, presenti nella lista degli obiettivi privilegiati di gruppi che, in tal modo, cercano visibilità internazionale e ribalta mediatica. L’episodio di Pietro Parolari, uno dei missionari Pime raggiunto un colpo di pistola alla testa a novembre 2015 e vivo per miracolo, parla chiaro ed è un preciso avvertimento.
Oggi Brambilla e i suoi confratelli adottano precauzioni e massima attenzione nella loro attività quotidiana. «Viviamo scortati: le polizia segue i nostri movimenti quando ci rechiamo in chiese, scuole, ospedali». Sei mesi fa, dopo l’agguato a Parolari, il governo chiese perfino ai religiosi di non uscire dai loro conventi. Ma questo avrebbe snaturato del tutto la presenza missionaria e dunque si è trovato il compromesso di avvisare le forze di sicurezza per ogni attività sociale o pastorale. Il paradosso è quello di rischiare la vita mentre si fa del bene alla popolazione locale, mentre ci si dedica all’assistenza dei malati, degli emarginati o dei bambini.
Ma come si è giunti a questo punto? Spiega l’altro missionario Pime Franco Cagnasso, che cura da Dacca il blog «Schegge di bengala»: «Da decenni i paesi del Golfo hanno messo in atto uno sforzo di rieducare i musulmani del Bangladesh, depurando l’islam locale da tradizioni e da commistioni con altre culture o con la modernità. Migliaia di madrase hanno instillato nelle menti di milioni di ragazzi e giovani la visione di un islam duro e intollerante».

E il governo di Sheikh Hasina, in questa situazione, prosegue Cagnasso «da un lato intende fermare i radicalismi che gli si oppongono politicamente e pretendono di introdurre le leggi della sharia; d’altro canto non vuole mettersi in contrasto con la grande maggioranza islamica, ancora tendenzialmente aperta». 

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle pa...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
PADRE PIO
Philip Kosloski
Quando Padre Pio pregava per qualcuno recitav...
ARCHANGEL MICHAEL
Gelsomino Del Guercio
La preghiera di protezione contro gli spiriti...
Domitille Farret d'Astiès
10 perle spirituali di Carlo Acutis
ST JOSEPH,THE WORKER CARPENTER, JESUS,CHILDHOOD OF CHRIST
Philip Kosloski
L'antica preghiera a San Giuseppe che non ha ...
DISNEY, CARTOONS
Annalisa Teggi
Arriva il bollino rosso per Dumbo, gli Aristo...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni