L'attaccante della nazionale francese, che sta trascinando la squadra agli Europei, confessa per la prima volta il suo rapporto intimo con la religione
L’attaccante della nazionale francese, che sta trascinando la squadra agli Europei, confessa per la prima volta il suo rapporto intimo con la religioneCredente, con la Bibbia tatuata sul corpo e sopratutto “ammiratore” di Gesù. E’ questo il “mix” che sta portando alla ribalta l’attaccante della nazionale francese Olivier Giroud.
“MOLTO CREDENTE”
Il giocatore rivelazione della Francia , in un’intervista video alla web tv della Federcalcio francese, ha confessato che la sua scalata e dipesa dalla religione. «Ogni tanto passo un po’ di tempo con Gesù, leggendo il libro di Sara Young “God calling” (“Gesù ti chiama“). Sono molto credente e questa lettura mi aiuta ad avere il sorriso per tutto il giorno e a relativizzare molte cose» (Ansa.it, 30 giugno).
COS’E’ “GOD CALLING”
Il testo che legge Giroud è un libro fortunato quanto controverso. È molto diffuso nell’arcipelago di congregazioni protestanti statunitensi ed è stato sporadicamente impiegato anche in alcuni circoli cattolici, ma il metodo è in definitiva lo stesso del cosiddetto channeling, che ebbe il suo momento di popolarità all’apice del New Age. Sistema semplicissimo, almeno in apparenza: si prepara carta e penna, ci si siede alla scrivania, si svuota e la mente, ci si dispone ad ascoltare e annotare il “messaggio”. Non per niente, le pagine di God Calling sono tutte scritte in prima persona, come se fosse Dio stesso a parlare (Avvenire.it, 12 dicembre 2013).
TATOO DELLA BIBBIA
Il giocatore 29enne della nazionale e della squadra inglese dell’Arsenal spiega anche che sul braccio destro ha tatuato una frase del Salmo 22 delle Sacre Scritture, “Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla“; mentre sul sinistro ha una serie di simboli che rappresentano la famiglia, il coraggio, l’amore e la forza (Gazzetta.it, 29 giugno).
Inoltre ha confessato nel volume scritto da Baptiste Chaumier e Damien Degorre, “Les Bleus par les Bleus” che il suo libro è la Bibbia (Le Figaro, 26 giugno).