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Monsignor Pozzo: niente battute d’arresto, il dialogo con i Lefebvriani prosegue

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Intanto, «nulla di nuovo rispetto alle posizioni note della Fraternità San Pio X circa la situazione della Chiesa oggi». Peraltro, «quando si fa riferimento alla mancanza di riconoscimento canonico da parte della Santa Sede, che non è la cosa che in questo momento considerano, posso dire che è condizione essenziale perché un’opera cattolica sia nella piena comunione ecclesiastica; non è un fatto notarile, è condizione essenziale!». Parola di monsignor Guido Pozzo, segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, che a Radio Vaticana parla del comunicato dei Lefebvriani pubblicato il 29 giugno. 

Per il Presule quella dichiarazione non è «una battuta d’arresto del dialogo: dal comunicato stampa sembra che non si entri nel merito della questioni concrete che sono oggetto di esame nel dialogo e nel confronto tra la Pontificia Commissione Ecclesia Dei e la Fraternità San Pio X. Quindi il dialogo e il confronto su tali questioni concrete dovranno proseguire». 

La comunicazione della Fraternità «dice nulla di nuovo rispetto alle posizioni note e ben conosciute dei Lefebvriani circa la situazione della Chiesa oggi». Tuttavia Pozzo aggiunge che «quando si fa riferimento alla mancanza di riconoscimento canonico, che non è la cosa che in questo momento considerano, posso dire che il riconoscimento canonico da parte della Santa Sede è condizione essenziale perché un’opera cattolica sia nella piena comunione ecclesiastica, conforme al diritto. Non c’è il riconoscimento canonico, stiamo lavorando perché avvenga: ma il riconoscimento canonico – precisa – non è un fatto notarile, è condizione essenziale!». 

Sulla conversazione tra papa Francesco e il superiore della Fraternità, monsignor Bernard Fellay, Pozzo spiega che «non ci sono scadenze precise. Gli incontri avvengono tra noi della Commissione Ecclesia Dei o i nostri delegati e i rappresentanti della Fraternità San Pio X. C’è stato, però, questo incontro importante: un’udienza privata con il Santo Padre, in cui Fellay ha potuto esporre il suo punto di vista al Santo Padre. È stato un incontro molto cordiale e certamente rientra nel cammino di dialogo e soprattutto di fiducia reciproca che stiamo costruendo insieme». Pertanto, il Prelato non esclude «che ci saranno altri incontri, ma non è che questi siano già programmati». 

Come Benedetto XVI, papa Francesco «ha a cuore l’unità della Chiesa e tutto ciò che può favorire l’unità della Chiesa. Lui è sempre molto disponibile, proprio come habitus mentale a questo. E questo credo sia stato anche recepito da Fellay». Tuttavia, Pozzo riconosce che «ci sono ancora dei problemi da risolvere, da affrontare, da esaminare». 

Dalla Santa Sede verso i Lefebvriani, ci sono apertura e fermezza: «La fermezza è su ciò che è essenziale per essere cattolici. Da questo punto di vista non c’è alcun cambiamento!»; ma ora «si tratta soltanto di affrontare i problemi concreti e cercare di risolverli e di risolverli insieme. L’apertura è in questo senso: nel senso che abbiamo individuato le questioni da affrontare e le stiamo affrontando. Ci vorrà naturalmente del tempo, ma bisogna – sottolinea – che ci sia questa disponibilità reciproca». 

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