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Le 10 ricette più gustose cucinate in abbazie e conventi

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Da Avellino a Pisa, dalla Svizzera al Regno Unito. Lasciatevi deliziare il palato da questi piatti preparati da frati e monache

Dieci gustosissimi ricette che cucinano frati e monache in conventi e abbazie. Aleteia le ha selezionate spulciando all’interno del percorso gastronomico di Matilde Maruri Alicante in “Il cucchiaio dell’abate. Pellegrinaggio gastronomico per Conventi e Monasteri” (Ancora editrice).

1) COPPOLA DI GARIBALDI

DOVE
Convento delle Suore Benedettine Maria SS. di Montevergine a Mercogliano (Avellino)

INGREDIENTI
per 4 persone
250 g di tagliatelle all’uovo
200 g di ricotta 150 g di mozzarella 50 g di formaggio a
scelta
2 o 3 tuorli d’uovo
5 o 6 fette di prosciutto cotto (o quanto basta per foderare la teglia)
4 o 5 cucchiai di salsa di pomodoro
sale

PREPARAZIONE
Una buona pasta al forno. Sono semplicemente fettuccine condite con uova, ricotta, formaggio grattugiato e mozzarella, ma la presentazione le abbellisce e dà loro l’aspetto della festa. Le quantità degli ingredienti possono essere cambiate secondo i gusti personali.

Preparare un impasto di ricotta, tuorli d’uovo, formaggio grattugiato e cubetti piccoli di mozzarella. Lessare al dente le tagliatelle in acqua salata, condirle con l’impasto di formaggi e uova. Stendere sul fondo di una teglia, meglio se tonda e abbastanza profonda, semmai di pyrex trasparente, qualche cucchiaiata di salsa di pomodoro. Foderarla tutta, anche i lati, con fette di prosciutto cotto. Lasciare che un lembo della fetta sporga, servirà per chiudere la «coppola». Versa- re le tagliatelle condite e livellare la superficie. Ripiegarvi sopra i lembi delle fette di prosciutto. Passare in forno caldo per una ventina di minuti, in modo che i formaggi si sciolgano e i sapori si fondano bene, capovolgere su un piatto e servire caldo. Ci vuole una certa abilità per tagliare le porzioni senza demolire tutto, ma questo non deve preoccupare in nessun modo. Quello che conta è che prima del taglio l’opera sia mostrata agli ospiti, in modo che possano conveniente- mente ammirarla.

2) STUFATO DI SOIA

DOVE
Convento delle Suore Domenicane del “Santo Rosario di Pompei” di Maiori (Salerno).

INGREDIENTI
per 4 persone
400 g di soia sgranata
80 g di fiori di zucca o di zucchine, già puliti
2 spicchi di aglio
1 cipolla piccola
1 cucchiaio di olio di
semi di girasole sale

PREPARAZIONE
Una ricetta filippina in cui si dovrebbe usare una verdura dal sapore amarognolo chiamata ampalaya, introvabile in occidente, che la suora mi ha suggerito di sostituire con fiori di zucca o di zucchine. Si tratta di una versione senza la carne di maiale che fa usualmente parte degli ingredienti.

Lessare la soia e tenerla da parte. Soffriggere nell’olio l’aglio schiacciato e la cipolla tritata, aggiungere la soia lessata e i fiori di zucca o di zucchine interi. Salare, far insaporire a fuoco medio e quando i fiori sono ben morbidi servire.

Variazioni
Se si aggiunge la carne di maiale questa va tagliata a bocconcini o listarelle e gettata nel soffritto di aglio e cipolla. La quantità dipende dai gusti.
Al posto della soia si possono usare lenticchie gialle.

3) TORTA DI PANE VECCHIO

DOVE
Monastero Trappista di Valserena Guardistello (Pisa).

INGREDIENTI:
per 4 persone
300 g di pane
2 dl circa di latte 2 o 3 cucchiai di
burro
4 cucchiai di zucchero semolato
1 o 2 uova
pane grattugiato (quanto basta)
4 o 5 cucchiai di pinoli
zucchero a velo (quanto basta)
1 manciata di uva passa (uvetta)

PREPARAZIONE:
Una torta svelta da fare, semplice e povera, ma in cui uva passa e pinoli fanno ricordare il ricco panettone. Le preparazioni che riciclano ingredienti vari mi sembrano, di questi tempi, modernissime. «Aggiungere, se c’è, l’uvetta», sono parole della suora che ripeto esattamente perché non si perda un significato importante e il piacere di avere sempre a disposizione tutto ciò che ci serve.

Intingere il pane nel latte caldo, aggiungere il burro ammorbidito o liquefatto, lo zucchero semolato e le uova. Passare tutto al frullatore. Aggiungere, se c’è, l’uvetta. Imburrare uno stampo e cospargerlo di pane grattugiato, versarvi l’impasto, infornare a 150° e lasciar cuocere per circa un’ora. Lasciar raffreddare e spargere sulla superficie i pinoli e lo zucchero a velo.

4) ZUPPA COLOMBIANA

DOVE
Convento delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante di Lugo (Ravenna)

INGREDIENTI
per 4 persone
4 patate
100 g circa di riso
100 g circa di pollo tagliato a bocconcini
1 gambo di sedano
8 o 10 cucchiai di mais in chicchi, già cotto
peperoncino piccante
in polvere coriandolo in polvere sale

PREPARAZIONE
Questa zuppa, squisita e profumata, è molto faci- le da preparare. L’unica cura riguarda la cottura del riso. Non è difficile, ma chi è abituato a bollirlo in acqua abbondante dovrà usare attenzione alle proporzioni tra riso e acqua. Una volta fatto potrebbe accadere di non abbandonare mai più il metodo, perché il riso cotto in questa maniera è una delle cose più buone della terra. La ricetta non contiene istruzioni particolari riguardo al ti- po da usare; la mia opinione è che andrebbe bene un riso con poco amido, che non si incolli. Poiché sono un’adoratrice del «basmati» non avrei dubbi, ma ognuno ha le sue preferenze. Aggiungerei alla zuppa, un momento prima che sia pronta, qualche fogliolina di coriandolo fresco.

Far bollire le patate sbucciate, aggiungere il pollo, anche già cotto, il mais, il sedano tritato, un pizzico di coriandolo, uno di peperoncino e il sale. Lasciar cuocere le patate finché non si siano disfatte. Misurare il riso in un recipiente, versarlo in un tegame e aggiungere acqua, fredda e salata molto leggermente, per un volume uguale a quello del riso. Coprire il tegame e metterlo al fuoco, lasciando bollire abbastanza vivacemente, senza mescolare, finché l’acqua non si sia quasi consumata, quindi abbassare la fiamma e continuare finché non sia stata assorbita completamente. Spegnere e lasciar riposare finché il riso non si sia ben gonfiato, quindi versarlo in quattro coppette, una per commensale, che al momento di servire la zuppa andranno artisticamente capovolte su quattro piattini. Quando la zuppa sarà pronta servirla ben calda, accompagnata dalle cupolette di riso.

5) BACCALA’ ALLA CAPPUCCINA

DOVE
Convento dei Frati Cappuccini di Verona

INGREDIENTI
per 4 persone
300 g di baccalà secco (stoccafisso)
2 cipolle affettate
2 spicchi di aglio tritato
5 o 6 cucchiai di parmigiano reggiano grattugiato
250 ml di panna da cucina
4 o 5 cucchiai di prezzemolo tritato
1 o 2 cucchiai circa di olio
3 foglie di alloro sale

PREPARAZIONE
Il baccalà è buono, ma va insaporito come si deve. Questa ricetta lo trasforma in un piatto appetitoso e aromatico che, per giunta, si presenta elegantemente. L’uso del formaggio sul pesce non è consueto, ma neppure raro. D’altra parte molte altre ricette, anche di altri paesi, insegna- no che baccalà e latticini stanno bene insieme.

Battere bene il baccalà o comprarlo già battuto. Lasciare a mollo in acqua per due giorni, cambiando l’acqua tre volte. Sgocciolarlo, togliere accuratamente le spine e arrotolarlo su se stesso. Tagliare il rotolo ottenuto in tranci di circa due centimetri di spessore e disporli in una padella larga, in modo che rimangano ben stretti ma non si sovrappongano. Cospargerli di cipolla, aglio e prezzemolo. Versare nella padella una quantità d’acqua tale che giunga quasi a filo del baccalà, salare e condire con l’olio. Cuocere a fuoco vivace per tre quarti d’ora, quindi abbassare la fiamma e continuare la cottura ancora per due ore e mezzo.

A questo punto interrompere la preparazione e lasciar riposare il baccalà fino all’indomani, in modo che si insaporisca bene. Il giorno successivo riprendere la cottura a fuoco dolce, continuare per circa venticinque minuti, quindi stendere la panna sul baccalà, cospargere di formaggio, aggiungere le foglie d’alloro e far stufare ancora per venti minuti. Se necessario aggiungere olio e aggiustare di sale. A fine cottura il baccalà dovrà essere morbido e cremoso.

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