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Grandi convertiti: perché è più importante la pecora smarrita delle 99 ‘buone’

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Javier Ordovás - pubblicato il 28/06/16

Un libro racconta le 350 conversioni più "clamorose" degli ultimi 100 anni

Da San Paolo a Sant’Agostino, la storia dell’umanità è piena di esempi di conversioni. Persone diverse con storie di conversioni molto distinte tra loro. La loro vita è stata di esempio per le altre “novantanove pecore”.

Gesù Cristo ci parla della conversione nella parabola del figliol prodigo. Questo ragazzo conduce una vita dissoluta, ma dentro di se c’è un richiamo alla dimora del Padre e lui finisce per tornare a lui, pentito e imbarazzato. Ma alcuni cristiani fanno pensare più a suo fratello, che diventa geloso e invidioso delle parole di elogio che il padre dice al figlio recuperato (Luca 15:11-32). Questo fratello invidioso aveva bisogno di una vera e propria piccola conversione.

Leggiamo in Matteo 18:12-13: “Che ve ne pare? Se un uomo ha cento pecore e ne smarrisce una, non lascerà forse le novantanove sui monti, per andare in cerca di quella perduta? Se gli riesce di trovarla, in verità vi dico, si rallegrerà per quella più che per le novantanove che non si erano smarrite”.

Diamo uno sguardo ad alcuni convertiti degli ultimi cento anni: lo scrittore e pensatore Chesterton, il pastore Newman, o personaggi più recenti come gli scrittori Vittorio Messori, María Nágera, Svetlana Stalin (la figlia di Stalin), attori come Sylvester Stallone, Gary Cooper, Fabio McNamara, Eduardo Verástegui, filosofi come C. S. Lewis, Manuel García Morente, André Frossard, premi Nobel come Alexis Carrel, fino all’ex “re dell’aborto” Bernard Nathanson, o Eugenio Zolli, Rabbino Capo di Roma. E casi ben più particolari, come quelli che si sono convertiti in fin di vita: Manuel Azaña, lo scrittore Jorge Luis Borges, la “Pasionaria”, lo scrittore Oscar Wilde, il criminale giustiziato (e pentito) Jacques Fesch

Lo scrittore Jacinto Peraire Ferrer ha di recente pubblicato un libro, “Conversos modernos a micrófono abierto”, in cui dà voce a 350 convertiti dalle origini più improbabili.

Ogni anno la Chiesa accoglie molti convertiti, e sempre più adulti da tutto il mondo chiedono di essere battezzati. Nei soli Stati Uniti, ad esempio, ogni anno ricevono battesimo cattolico tra i 40mila e gli 80mila adulti (circa 1 milione di adulti convertiti al cattolicesimo in 8 anni) e spesso sono i figli di atei a diventare cristiani.


LEGGI ANCHE: Imam convertito al cattolicesimo: “Nel Corano si dice che Gesù Cristo è vivo”


Ovviamente sentiamo parlare soltanto dei più “famosi”, per una ragione ben precisa. Ogni conversione ha un valore immenso, ma sicuramente quelle delle persone note hanno un maggiore impatto sociale. Potrebbe inoltre esserci più “merito” in queste conversioni, dato che spesso i personaggi pubblici soffrono di una grande pressione sociale che può “frenare” la spinta a convertirsi. Per molti di loro diventare cattolici significherebbe infatti affrontare tutti coloro che sono vicini a loro a livello sociale o professionale, stravolgendo la propria vita quotidiana.

Potremmo chiederci perché questi convertiti tendono a essere più duri e ‘combattivi’ quando espongono e difendono la fede.

Sicuramente persone come Maria Maddalena, a cui “le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato” (Luca 7:47), sanno apprezzare meglio l’amore di Dio, perché lo hanno appena scoperto, e a caro prezzo: hanno dovuto soffrire e combattere molto per trovarlo. Le “altre novantanove pecore” invece lo hanno sempre avuto e l’abitudine le porta a non apprezzare abbastanza quanto già hanno. Proprio come il Figliol prodigo.

“Le altre novantanove” hanno bisogno di piccole conversioni quotidiane. Hanno bisogno di una continua riforma personale, che è un’altra forma di eroismo.

Potete comprare il libro su Amazon

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

Tags:
figliol prodigotestimonianze di vita e di fede
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