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Cinque passaggi per ritrovare la propria identità

Pixabay.com/Public Domain/ © RyanMcGuire
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1) Riconoscere di vivere superficialmente
Il corpo, la psiche hanno un carattere d’immediatezza. I bisogni corporali e fisici richiederebbero, di per sé, una soddisfazione subitanea e spesso, in effetti, ci sorprendiamo ad essere impazienti, frenetici, ansiosi di espletare al più presto necessità e desideri. Questa tendenza, nell’ambito del nostro credo, è un campo fertile di peccati e trasgressioni: basti pensare, al riguardo, a vizi come la gola o la lussuria. Ammettere che tutto ciò coincide con una dimensione superficiale e insufficiente dell’essere umano è un primo passo verso la scoperta del proprio vero io.

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2) Chi si ferma è salvato
La vita ci costringe spesso a ritmi frenetici; inseguiamo gli obbiettivi più diversi: il successo, il benessere, la conquista di amicizie più o meno interessate, e spesso virtuali. Alcune espressioni proverbiali esprimono bene questa corsa affannata verso mete o beni spesso presunti: “il tempo è denaro”, “chi si ferma è perduto”. Se vogliamo interrompere gli effetti di questo ingranaggio perverso, dobbiamo credere nell’esatto contrario: chi si ferma è salvato. Solo se ho il coraggio di arrestare la corsa pazza e insensata, scendendo più in profondità, posso progredire nella mia ricerca.

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