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Specchio, specchio delle mie brame, chi giudico più duramente di tutti?

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Siamo capaci di vederci per come siamo realmente?

Gesù disse ai suoi discepoli: “Non giudicate, per non essere giudicati; perché col giudizio con cui giudicate sarete giudicati, e con la misura con la quale misurate sarete misurati” (Mt 7, 1­-2).

Seduta nel cortile di fronte alla nostra casa a meditare queste parole lunedì mattina, ho sentito chiaramente il Signore dirmi: “Smetti di giudicare te stessa”. È strano, ho pensato, perché se giudicare gli altri è una cosa che confesso regolarmente a un sacerdote, ho realizzato all’improvviso che prendo raramente in considerazione i duri giudizi con cui mi assalgo abitualmente. Poi mi sono chiesta quanti dei nostri giudizi su noi stessi diventino profezie autorealizzanti, e come la misura disamorevole con cui misuriamo noi stessipossa davvero tenerci aggrappati al peccato.

Un’ora dopo entravo alla Messa delle nove piuttosto in ritardo, e le prime parole di padre Mark che ho sentito entrando in chiesa sono state “Dobbiamo smettere di giudicare noi stessi” ­ non esattamente l’omelia che ci si aspetterebbe di sentire sull’insegnamento di Gesù relativo al giudizio.

“OK, Signore, me lo ricorderò”, mi sono detta.

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