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“Colei che ha molto amato”, ovvero Maria Maddalena nell’arte

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Così simile a noi nella sua umanità decaduta, la Maddalena mostra i tanti volti del genio femminile

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3. Rifugiata per antonomasia

La vita post-resurrezione di Maria Maddalena ha molte similitudini con quella dei cristiani che oggi vengono perseguitati in quelle stesse terre. Lei, suo fratello, sua sorella e altri discepoli sono stati mandati alla deriva – ammassati su una barchetta – nel Mediterraneo. Secondo la tradizione, la Provvidenza ha condotto questa piccola imbarcazione di rifugiati nella Gallia Meridionale, dove Maria e i suoi compagni hanno evangelizzato i territori che sarebbero poi diventati Francia, “figlia maggiore della Chiesa”. La sua abilità di mettere radici feconde e di arricchire i luoghi dove ha messo piede è ancora visibile nei monumenti eretti in suo onore. La sbalorditiva Basilica di Saint-Maximin-la-Sainte-Baume, così come la magnifica Basilica di Vézelay — punto di incontro per i pellegrini in viaggio verso la Terra Santa – testimoniano il ruolo che ha avuto nell’unire il popolo di Dio e nel condurlo a Cristo.


4. Esempio di Penitenza

L’elemento per cui Maddalena è maggiormente conosciuta è però il suo essere paradigma della penitenza. Qualsiasi starlet può fare mostra di sé con abiti ed accessori, ma ci vuole una donna davvero speciale per donare al pentimento un aspetto piacevole. Papa San Gregorio Magno ha notato il suo grande potenziale nel mostrare il lato bello del pentimento quando nel 591 l’ha confusa – nell’omelia XXXIII su Luca 7:36-50 – con la donna adultera e con la donna che aveva sette demoni. Chi altri poteva mostrare al mondo che l’atto di chiedere scusa dona autorità e rende belli? Anche l’arte ha apprezzato molto la Maddalena Penitente: Tiziano ci mostra una meravigliosa sirena la cui evidente bellezza è riservata a Dio soltanto; Donatello ha prodotto una sorprendente statua lignea di una donna la cui meravigliosa struttura ossea è ancora visibile nonostante la sua condizione emaciata, e i cui capelli dorati emanano una vita e un’energia raggianti. George de la Tour ha mostrato una Maddalena in contemplazione, col desiderio di conoscere il Signore più a fondo attraverso la lettura e la preghiera; Caravaggio fa vedere il punto di vista di Dio nel momento del pentimento della donna, che si sbarazza di perle e gioielli e piange per il vuoto che ha nella sua vita.

Artemisia Gentileschi / Артемизия Джентилески (1593-1653) - Conversione della Maddalena (Maria Maddalena penitente) / Преображение Марии Магдалины (Кающаяся Мария Магдалина) (1615-1616)
Artemisia Gentileschi (1593-1653) – Conversione della Maddalena (Maria Maddalena penitente) (1615-1616)

Artemisia Gentileschi, prima artista ad essersi unita all’Accademia fiorentina, nel 1617 ha ritratto una Maddalena particolarmente commovente per la famiglia Medici. Come la Maddalena di Caravaggio, anche questa indossa la veste gialle delle cortigiane e siede tra sete lussuose e velluti. Ma si allontana da questa gabbia dorata fatta di delizie e le sue spalle svestite sembrano emergere dalle opulente bardature come un neonato che sta per nascere. Ha una mano sul cuore e un’altra sullo specchio che le mostrava chi era prima di incontrare Dio. I suoi occhi, ora completamente aperti, anelano alla libertà, a Cristo, alla luce. I suoi piedi nudi si preparano ai primi e umili passi verso una vita di penitenza. Maria Maddalena non è meno bella e interessante quando volge il suo sguardo a Cristo, ma la sua bellezza non è più intesa per arricchire se stessa, bensì per glorificare il Signore che la ama più di quanto non abbia fatto nessun altro.

Artemisia Gentileschi ha provato il dolore della trasgressione pubblica dopo  experienced the pain of public transgression dopo essere stata violentata a 17 anni dal collega di suo padre, permettendo al suo assalitore di continuare a farlo nella speranza che la sposasse e restaurasse quindi la sua reputazione. Quando il padre ha scoperto la situazione e ha poi avviato una causa per violenza sessuale, la giovane ragazza è stata esposta a molto più pettegolezzo di quanto non avvenga oggi per chi partecipa al più scandaloso dei reality shows. Artemisia raccoglie i cocci della sua vita e va a Firenze per ricominciare tutto daccapo, portando con sé soltanto il suo prodigioso talento artistico. Il suo successo è dovuto alle molte immagini di decapitazione in cui ha ritratto le eroine della Bibbia, aspetto che è interpretato dalle femministe moderne come odio verso l’uomo che l’ha rovinata e contro la società patriarcale che l’ha esiliata.

Questi commentatori omettono però di dire che il secondo soggetto più famoso di Artemisia è proprio quello della Maria Maddalena penitente.

Si è dovuto attendere la fine del 20esimo secolo per arrivare alla triste e sterile perversione che vede in Maria Maddalena la moglie di Gesù nonché vera erede all’autorità della Chiesa, come presentato dal romanzo di Dan Brown, Il codice Da Vinci. Il che la dice lunga sullo stato deprimente dell'”arte” di oggi.

Per dirla con le parole di un mio amico, l’idea di Dan Brown secondo la quale l’influenza di Maria Maddalena derivasse dal fatto che era sposata col gran capo, fa pensare all’approccio alla responsabilizzazione che hanno alcuni miseri uomini post-moderni.


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[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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