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Lo yoga è compatibile con il cristianesimo?

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Un semplice esercizio fisico per ritrovare un equilibrio interiore ormai smarrito?

Il contenuto religioso dello yoga, situato all’interno dell’induismo, non è compatibile con la dottrina professata dal cristianesimo, perché la sua base è il panteismo. Seguendo le indicazioni del Concilio Vaticano II e del magistero di Benedetto XVI, possiamo tuttavia riconoscere, conservare e promuovere valori socio-culturali antichissimi, che lo yoga contiene e che possono aiutarci a sviluppare meglio la spiritualità cristiana.

Lo yoga si inscrive all’interno della tradizione religiosa dell’induismo, una religione millenaria dell’India precedente al cristianesimo e distante da esso.

Indù è una parola persiana che significa indiano. Si dava questo nome agli abitanti della valle dell’Indo, che svilupparono una cultura urbana molto avanzata, organizzata in modo centralizzato. Questi popoli vivevano sulle rive del fiume Gange, tra il 3.000 e il 1.500 a.C., prima dell’arrivo dei popoli arii del nord in varie ondate; furono necessari altri 200 anni perché, avanzando lentamente verso est, giungessero, intorno all’anno 1000 a.C., al corso superiore del Gange. Invasero il Paese sottomettendo i suoi abitanti e introducendo la propria religione. Gli arii diedero anche vita al sistema sociale delle caste, che perdura ancora oggi. Tutto questo sfociò nel cosiddetto induismo classico o storico, periodo in cui questo acquisì la sua forma tipica e che va dal 400 a.C. al 500 d.C.

2. Lo yoga comprende i grandi principi dell’induismo: dharma, karma e samsara. In sé, lo yoga è una disciplina fisica e psicologica che permette alla persona di “incontrare se stessa”. Gli asana o posizioni dello yoga, forse l’aspetto più noto, permettono alla persona di trovare un equilibrio interiore.

Nell’induismo, il dharma costituisce la realtà essenziale del cosmo, della società e dell’essere umano. È l’ordine che regna tra gli dei, attribuendo a ciascuno una funzione e un intervento. In natura, il dharma è il ciclo degli astri e delle stagioni, che regola l’arrivo del raccolto e il fiorire delle piante. È l’ordine che regola la gerarchia delle caste e l’ordine morale per il quale ogni persona agisce secondo il proprio dovere, ovvero rispettando le leggi degli dei, della natura e della società.

Il karma, un parola indostana-sanscrita, indica l’“opera” o l’“azione”. Più concretamente, è la forza “invisibile” che promana da tutti gli atti umani. Questa energia è quella che rende l’anima prigioniera di un corpo e costringe alla reincarnazione. Il karma è come il bilancio delle nostre azioni, buone e cattive, e influisce molto profondamente sulla mentalità indù, perché è il fondamento della spiegazione del destino umano. La moksa o liberazione, si raggiunge quando la virtù, la conoscenza e l’amore di Dio eliminano il peso del karma, che esige che l’io rinasca. Il samsara o “flusso dell’esistenza”, è una parola sanscrita che indica il ciclo composto da nascita, morte e rinascita, e coinvolge sia le persone che l’intero universo.

Hatha, Bhakti e Raja Yoga

La parola sanscrita yoga deriva dalla radice yug, che significa originariamente mettere accanto, adattare, collegare, unire in un tutt’uno, in generale con l’intenzione di giungere a qualche risultato.

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