Non vuoi fare nessuna donazione?

Ecco 5 modi per aiutare Aleteia

  1. Prega per il nostro team e per il successo della nostra missione
  2. Parla di Aleteia nella tua parrocchia
  3. Condividi i contenuti di Aleteia con amici e familiari
  4. Disattiva il tuo AdBlock quando navighi nel nostro portale
  5. Iscriviti alla nostra Newsletter gratuita e non smettere mai di leggerci

Grazie!
Il team di Aleteia

iscriviti

Aleteia

6 lezioni di vita che ho appreso dal Cammino di Santiago

Condividi

Perché il pellegrinaggio ha molto in comune con la vita stessa…

di Rafael Pérez del Solar

Qualche settimana fa mi trovavo in Galizia (Spagna settentrionale) dove ho avuto la grazia di poter realizzare il Cammino di Santiago. Sono migliaia le persone che, partendo da vari paesi, ogni anno percorrono questo tradizionale pellegrinaggio, pieno di storia e avventura.

Per me è stata un’occasione speciale. È da molti anni che ho in mente di fare questo cammino, e dopo aver letto un articolo sui pellegrinaggi da fare in questo Giubileo della Misericordia, ho sentito la certezza interiore che sarei finalmente riuscito a farlo nel 2016.

Compiere il Cammino è stata un’esperienza unica e intensa. Mi ha segnato molto: Dio ha risposto in modo concreto a una serie di domande personali che mi sono posto negli ultimi anni: cosa vuole Lui da me, qual è il mio ruolo in questo mondo, sul rapporto che ho con le persone che mi sono intorno… più in generale, ho scoperto con più chiarezza e profondità chi sono davvero.

Come ti sarà già capitato di sentire, un pellegrinaggio ha molto in comune con la vita stessa: ci sono alti e bassi, momenti difficili e momenti più tranquilli, conosci molte persone che lasciano un segno in te (e tu ne lascerai nella loro vita), sei sempre in cammino verso un obiettivo ben preciso e fai di tutto per raggiungerlo. Ecco perché voglio condividere con te 6 lezioni di vita che ho appreso nel Cammino di Santiago. Spero che tu possa trovarle utili per la tua vita.

1. Un pellegrino è sempre alla ricerca di qualcosa

camino©gusuguito.com

È impressionante vedere quanta gente va in pellegrinaggio. Persone di diverse età, paesi e persino fedi. In gruppo o da soli, ognuno con una personale motivazione. Ho incontrato persone che erano lì per motivi di fede, altri per conoscersi di più e altri ancora per puro spirito di avventura. Ma a prescindere dalla motivazione, ciò che univa quei pellegrini era che si aspettavano tutti qualcosa. Erano tutti alla ricerca di qualcosa. La meta finale era evidente, ma lo sguardo di tutti era rivolto a scoprire qualcosa di nuovo ogni giorno: quali persone si sarebbero incontrate, quali ostacoli sarebbero sorti… Sempre alla ricerca di qualcosa, come nella vita reale. Questa ricerca diventa però più sopportabile se abbiamo una luce che ci guida in ogni passo. Siamo pellegrini della misericordia.


2. Sii te stesso

santiago©i.huffpost.com

Nel Cammino non ci sono maschere o ruoli che tengano. Tu sei lì, e Dio è con te. La strada che percorri e le persone che incontri entrano in contatto con te. Tra i pellegrini diventa naturale che si sviluppi un’amicizia. Mi spiego meglio: nella vita quotidiana, molte volte siamo abituati ad aggrapparci ai nostri modi di pensare, ai nostri schemi, e questo ci porta a chiuderci all’altro. La cosa ironica è che, dentro di noi, abbiamo il desiderio genuino di incontrare il prossimo. Ma siamo in grado di farlo soltanto quando ci sbarazziamo del peso delle maschere che indossiamo quotidianamente. Maschere dettate dall’apparenza, dall’esteriorità e dalla paura di ciò che può dire la gente. Il grande scrittore francese Saint-Exupery l’ha detto in queste parole: «Per viaggiare felici, bisogna viaggiare leggeri». Sii te stesso, con i tuoi doni, le tue virtù e i tuoi difetti. È questo ciò che ti apre al contatto con gli altri.


LEGGI ANCHE: Cammino di Santiago: quella “moda” da abitare con nuova consapevolezza

Pagine: 1 2

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni