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10 frasi di Blaise Pascal, nell’anniversario della sua nascita

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Il 19 giugno 1623 nasceva lo straordinario scienziato, matematico, filosofo e mistico francese

Il 19 giugno 1623 nasceva a Clermont-Ferrand (Francia) Blaise Pascal, l’eccezionale matematico, fisico, filosofo, scrittore, teologo e mistico autore dei Pensieri, inventore della prima calcolatrice meccanica (la cosiddetta “Pascalina”), scopritore della legge dei vasi comunicanti e ideatore del teorema che porta il suo nome, oltre che di una serie di lavori e apporti a discipline (apparentemente) distinte come la fisica e la teologia.

Cagionevole di salute, morì ad appena 39 anni dopo aver venduto tutti i suoi beni donando il ricavato a opere caritative. Per questo, non poté concludere la sua grande opera: un’Apologetica della quale abbiamo solo circa mille fogli, riuniti in 60 gruppi, che conosciamo parzialmente come i Pensieri di Blaise Pascal. A mo’ di omaggio, vogliamo riprodurre dieci delle sue frasi, forse non molto note.

pensees
Pensieri di Blaise Pascal

1.- “L’uomo non è che un giunco, il più debole di tutta la natura, ma è un giunco che pensa. Non occorre che l’universo intero si armi per schiacciarlo; un vapore, una goccia d’acqua basta per ucciderlo. Ma quando pur l’universo lo schiacciasse, l’uomo sarebbe ancora più nobile di ciò che l’uccide, poiché egli sa di morire e quale vantaggio l’universo ha su di lui. L’universo non ne sa nulla”.

2.- “La ragione è molto debole se non arriva a comprendere che ci sono molte cose che la trascendono”.

3.- “Preferirei sbagliarmi credendo in un Dio che non esiste piuttosto che sbagliarmi non credendo a un Dio che esiste. Perché se non c’è nulla, dopo, ovviamente non lo saprò mai, sprofondando nell’annichilimento eterno; ma se c’è qualcosa, se c’è Qualcuno, dovrò rendere conto del mio rifiuto”.

 

La Pascalina, una calcolatrice meccanica creata da Pascal, a base di ruote e ingranaggi. Inizialmente Pascal la chiamò macchina aritmetica.
La Pascalina, una calcolatrice meccanica creata da Pascal, a base di ruote e ingranaggi. Inizialmente Pascal la chiamò macchina aritmetica.

4.- “La disgrazia dell’uomo è dovuta al fatto di non saper rimanere tranquillo nella sua stanza”.

5.- “Avete due cose da perdere, il vero e il bene, e due cose da impegnare nel gioco: la vostra ragione e la vostra volontà, la vostra conoscenza e la vostra beatitudine; e la vostra natura ha da fuggire due cose: l’errore e l’infelicità. La vostra ragione non patisce maggior offesa da una scelta piuttosto che dall’altra, dacché bisogna necessariamente scegliere. Ecco un punto liquidato. Ma la vostra beatitudine? Pesiamo il guadagno e la perdita, nel caso che scommettiate in favore dell’esistenza di Dio. Valutiamo questi due casi: se vincete guadagnate tutto; se perdete, non perdete nulla. Scommettete, dunque, senza esitare, che egli esiste”.

6.- “Dio ha messo nel mondo abbastanza luce per chi vuole credere, ma ha anche lasciato abbastanza ombre per chi non vuole credere”.

7.- “L’uomo supera se stesso infinitamente perché è sempre in cammino verso la pienezza infinita”.

8.- “L’arte di persuadere consiste tanto in quella di essere graditi che in quella di convincere, visto che gli uomini si governano più attraverso il capriccio che attraverso la ragione”.

9.- “L’uomo è manifestamente nato per pensare; qui sta tutta la sua dignità e tutto il suo pregio (…). Ma a che cosa pensa il mondo? Non pensa mai a questo,
ma a danzare, a suonare il liuto, a cantare, a scriver versi, a far tornei, a battersi, a diventar re, senza pensare che cos’è un re e che cos’è un uomo”.

10.- “Chi non dubita e non indaga diventa non solo infelice, ma anche ingiusto”.


Se abbiamo scritto questo post così lungo è perché, come direbbe Pascal, “non abbiamo avuto il tempo per renderlo più breve”.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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