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Come ho risolto i miei problemi con la religione

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© Brian A Jackson / Shutterstock

Michael Rennier - pubblicato il 17/06/16

Obiezione # 1: Posso amare Dio a modo mio

Posso affermare che pregherò mentre vado a lavoro, leggerò la Bibbia da solo prima di addormentarmi e mi offrirò volontario nell’istituzione di carità locale. Se non andassi in chiesa la domenica, probabilmente rimarrei a guardare le partite di calcio. In altre parole, il mio rapporto spirituale con Dio ne soffrirebbe tremendamente.

Questo rapporto con Dio è proprio quello che la religione protegge. Tutti i rapporti hanno aspettative di base, e se io trattassi il matrimonio nel modo in cui tratto la religione? E se dicessi a mia moglie che la amo ma mi rifiutassi di celebrare anniversari e altre date importanti perché sarebbe troppo stereotipato? In qualsiasi rapporto ci sono compromessi e rituali necessari. Ad esempio, dico a mia moglie “Ti amo” ogni volta prima di terminare una telefonata. È un’abitudine stereotipata, ma nel corso degli anni è diventata significativa.

Perché l’amore è al centro dei rituali religiosi, che sono formativi per la nostra vita. Penso sempre: “Dio è stato con me in ogni momento importante: nel Battesimo, nella Cresima, nel matrimonio. La religione ha abbracciato i miei figli quando sono stati battezzati e hanno ricevuto la Prima Comunione. Con questi rituali religiosi mi sento a casa”. Il comico Jim Gaffigan prova lo stesso senso di appartenenza, come ha raccontato spiegando che la moglie Jeannie lo ha aiutato a tornare alla religione: “Prima di conoscere Jeannie avevo abitato davanti a una chiesa cattolica per 15 anni. Non me ne ero mai reso conto. Non ci ero mai andato. A causa di Jeannie quella stessa chiesa è diventata il posto in cui mi sono sposato, in cui i miei cinque figli sono stati battezzati e dove una volta a settimana mi ricordo di concentrarmi sulle priorità”.

Obiezione # 2: Posso non “sentirlo”

Non è infrequente voler fuggire dalla chiesa. Svegliarsi presto è un compito arduo, vestire i bambini e metterli in macchina è una guerra, e una volta là la mia mente vaga come quella della nostra figlia più piccola mentre strappa pezzetti di carta.

Ancora una volta, questo mi fa pensare al matrimonio. Non mi piace ammetterlo, ma ci sono momenti in cui sento di non amare la mia famiglia. Ho giornate “no” in cui voglio solo restare solo. Mi fa male la testa e a volte non voglio leggere una storia per far addormentare mia figlia. Avete mai discusso con vostra moglie la mattina prima di andare al lavoro? Scommetto che non siete ansiosi di tornare a casa la sera e riprendere la discussione. Preferirei lavorare fino a tardi ed evitare di continuare la conversazione. Posso non sentirlo, ma la amo – e allora torno a casa.

Obiezione # 3: La religione non mi si adatta

È vero. La religione apporta concetti, come quello del peccato, che so che ci impegnano tutto il tempo, o peggio storie di santi che sembrano perfette ma non mi si addicono. Ho la sgradevole sensazione di non inserirmi perfettamente in tutto ciò e di dover cambiare la mia vita.

Ma è proprio così che dev’essere la religione. Se la Chiesa mi assicurasse semplicemente che tutto ciò che faccio e in cui credo è perfetto e che non ho bisogno di cambiare niente potrebbe essere confortante – e anche un’irresponsabilità totale. Sono religioso proprio perché ho bisogno di essere sfidato. Devo imparare di più su Dio e amarlo meglio. Ho anche bisogno di essere perdonato per i miei errori e di sapere che sono capace di fare meglio la prossima volta. La religione non è al mio servizio. Mi mostra invece come “inserirmi” in Dio. Può essere difficile e frustrante, ma è essenziale per la crescita spirituale.

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