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Il Papa ai circensi: seminare bellezza e allegria è misericordia

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«Anche questa è misericordia: seminare bellezza e allegria in un mondo a volte cupo e triste». Così il Papa nell’udienza a circensi e fieranti, giostrai, lunaparkisti e artisti di strada, madonnari e componenti di bande musicali in occasione di una speciale udienza per il «Giubileo dello Spettacolo Viaggiante», accompagnata, in aula Paolo VI, da uno spettacolo musicale, acrobatico e teatrale. Francesco, che ha tra l’altro accarezzato un tigrotto un po’ riottoso, si è soffermato, dopo avere sentito la musica di Nino Rota, sul film «La Strada», che ruota attorno al mondo del circo, improvvisando un commento alla pellicola di Federico Fellini: magari non lo sapete, ma «seminate semi che fanno bene a tanta gente». 

L’udienza è cominciata con uno spettacolo con diversi artisti. Prima un gruppo di circo sociale del Kenya si è esibito in uno spettacolo di «Black Blues Brothers», con danze ed esercizi acrobatici, poi il burattinaio napoletano Bruno Leone ha messo in scena il «martirio di San Gennaro raccontato da pulcinella». E’ seguita una performance musicale di un complesso che ha eseguito la musica composta da Rota per il film di Fellini, salutati cordialmente dal Papa alla fine. Si sono infine esibiti in una danza i ragazzi della Accademia di arte circense di Verona sullo sfondo di musica di Laura Pausini e i quattro fratelli Pellegrini in una performance ginnica. Da ultimo, accompagnati dalla musica di una sorta di antico organetto suonato dal maestro Franco Severi sono stati portati in aula Nervi un cucciolo di pantera e un tigrotto, un po’ restio, che si è scostato di scatto quando il Papa, invitato dallo speaker, si è chinato ad accarezzarlo, per poi calmarsi ed accettare una seconda, più lunga, carezza di Francesco. Lo spettacolo era stato introdotto da un saluto del cardinale Antonio Maria Vegliò, presidente del pontificio consiglio per i Migranti e gli Itineranti. Il «Giubileo dello Spettacolo Viaggiante» era iniziato ieri sera con uno show a piazza Santa Maria in Trastevere e prosegue oggi, dopo l’udienza papale, con il passaggio della Porta Santa dei settemila partecipanti e, nel pomeriggio, altre esibizioni in piazza San Pietro. 

«Circensi e fieranti, giostrai, lunaparkisti e artisti di strada, madonnari e componenti di bande musicali, voi formate la grande famiglia dello spettacolo viaggiante e popolare», ha detto il Papa. «Siete “artigiani” della festa, della meraviglia, del bello: con queste qualità arricchite la società di tutto il mondo, anche con l’ambizione di alimentare sentimenti di speranza e di fiducia. Lo fate mediante esibizioni che hanno la capacità di elevare l’animo, di mostrare l’audacia di esercizi particolarmente impegnativi, di affascinare con la meraviglia del bello e di proporre occasioni di sano divertimento. La festa e la letizia sono segni distintivi della vostra identità, delle vostre professioni e della vostra vita, e nel Giubileo della Misericordia non poteva mancare questo appuntamento. Voi avete una speciale risorsa: con i vostri continui spostamenti, potete portare a tutti l’amore di Dio, il suo abbraccio e la sua misericordia. Potete essere comunità cristiana itinerante, testimoni di Cristo che è sempre in cammino per incontrare anche i più lontani. Mi congratulo con voi perché, in questo Anno Santo, avete aperto i vostri spettacoli ai più bisognosi, ai poveri e ai senza tetto, ai carcerati, ai ragazzi disagiati. Anche questa è misericordia: seminare bellezza e allegria in un mondo a volte cupo e triste: grazie, grazie, grazie», ha sottolineato il Papa tra gli applausi. 

«Lo spettacolo viaggiante e popolare è la forma più antica di intrattenimento; è alla portata di la socialità nel divertimento», ha detto ancora il Papa. «Come disse san Giovanni Paolo II, voi potete “far nascere il sorriso di un bambino e illuminare per un istante lo sguardo disperato di una persona sola, e, attraverso lo spettacolo e la festa, rendere gli uomini più vicini gli uni agli altri”… e anche potete spaventare il Papa nel carezzare il leopardo (tigrotto, ndr.)», ha scherzato Francesco. 

«So bene che, per i ritmi della vostra vita e del vostro lavoro, è difficile per voi far parte di una comunità parrocchiale in modo stabile», ha detto ancora il Papa. «Come sapete, la Chiesa si preoccupa dei problemi che accompagnano la vostra vita itinerante, e vuole aiutarvi ad eliminare i pregiudizi che a volte vi tengono un po’ ai margini». Il Papa, che notoriamente ama il cinema, e in particolare il cinema italiano del dopo-guerra, è poi tornato sul film di Felini. Ne «La strada» (1954) Giulietta Masina (Gelsomino) accompagna nei suoi spettacoli itineranti di strada Anthony Queen (Zampanò), che, quando la ragazza perde il senno, la abbandona, ma viene sopraffatto dalle lacrime, nell’ultima scena della pellicola, dopo avere appreso che è morta. «Non potete immaginare il bene che fate, un bene che si semina», ha detto il Papa ai circensi: «Quando suonavano quella bella musica della Strada io pensai a quella ragazzina (Gelsomino, ndr.) che con la sua umiltà, il suo lavoro itinerante del bello, è riuscita a ammorbidire quel cuore duro di un uomo che aveva dimenticato di piangere (Zampanò, ndr.). E lei non ha saputo quello, ma ha seminato. Voi seminate questi semi che fanno bene a tanta gente, e voi forse mai conoscerete ma siate sicuri, fate questo: grazie!». 

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