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Festeggiare la festa del papà da madre single

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I bambini devono sapere che la paternità è importante. Non importa quanto possiate essere tentate di ignorare totalmente la festa

Cara Katrina,

Sono una madre single e odio la festa del papà. Mi ricorda con dolore che il padre di mio figlio non ha avuto niente a che fare con lui da quando aveva tre anni. Ora ne ha undici. È imbarazzante quando, a Messa, viene dato un riconoscimento particolare ai padri. Riesco a leggere il dolore nel volto del mio ragazzo. È difficile non arrabbiarsi e non lasciarsi andare all’amarezza. So che anche tu sei una madre single: come riesci ad affrontare questa festa? Tu celebri la festa del papà?

Jessica


Cara Jessica,

sì, celebro la festa del papà. E dovresti farlo anche tu. Tuo figlio ha bisogno di sapere che la paternità è importante. Bandire la festa trasmette il messaggio opposto. So che è difficile non arrabbiarsi e non lasciarsi andare all’amarezza. Credimi, lo so. Ma queste emozioni e questi sentimenti sono tossici per il tuo bambino. Voglio darti tre suggerimenti su come gestire adeguatamente quella giornata. Una sorta di guida per madri single alla festa del papà.

1. Non lasciarti andare all’amarezza

Anche se pensi che la tua amarezza sia giustificata e causata da circostanze che potrebbero essere state fuori dal tuo controllo, devi fermarti e considerare quale messaggio stai mandando ai tuoi figli. Soprattutto se hai figli maschi.

I bambini tendono a interiorizzare ogni cosa. Quando parli male dell’altro genitore davanti a loro, lo percepiranno come un insulto rivolto a loro. Dopotutto, sono i figli di loro padre.

L’amarezza sta rendendo le nostre figlie delle femministe che odiano gli uomini, e sta istillando nei nostri figli l’idea che un padre possa essere rimpiazzato da una madre. I figli maschi possono addirittura sentirsi inutili, perché la loro stessa madre ritiene che la paternità sia inutile.

L’amarezza reitera il ciclo dell’abbandono.

2. Non ignorare la festa del papà

Parlare della festa e celebrarla è cosa buona, che sia presente il padre di tuo figlio o meno. Persino se pensi che non sia un bravo padre né si meriti un minimo di considerazione.

La festa del papà è importante perché la paternità e i padri sono fondamentali. Quando ignori la festa, il messaggio implicito che mandi a tuo figlio è il contrario.

Ignorare la festa del papà ed evitare l’argomento con i bambini non copre l’assenza del padre, nello stesso modo in cui non parlare di malattie con chi è malato non gli fa dimenticare la propria condizione.

Tuo figlio non scorderà che il papà è via da qualche parte soltanto perché tu hai scelto di non toccare l’argomento. Anzi, il silenzio mette enfasi sul vuoto.

Riempi l’assenza parlando di alcuni aspetti positivi del padre del bambino. Deve esserci qualcosa di buono da dire su di lui. Non devi scendere necessariamente dei dettagli. Puoi dire che aveva un bel sorriso e un senso dell’umorismo gioviale. O che era molto attraente. Qualsiasi cosa. Voglio dire, c’è stato un momento in cui qualcosa di lui ti ha affascinato.

Ho assistito molte volte a questo scenario: una donna che soffre a causa dell’abbandono, amareggiata dal peso che porta, taglierà con le forbici il volto di lui da ogni foto in cui compare, eliminando ogni prova della sua esistenza dalla propria vita. Questa non è di certo una reazione sana neanche se la donna non ha avuto figli con l’uomo in questione, figurarsi se è il padre dei tuoi figli.

Tuo figlio sarà un ricordo costante di quella relazione infranta, quindi devi saper gestire quei sentimenti. E ti dirò di più: tuo figlio merita di avere un qualche contatto con tuo padre. Anche un contatto distante e lontano è meglio che non averne affatto. Dagli qualche foto di suo padre. Incoraggia la discussione, ma incoraggia anche la preghiera.

Prega sempre. Insegna a tuo figlio delle preghiere semplici ed esortalo a pregare per il suo papà. Che sia vivente, morto o che sia assente.

3- Celebra la paternità

Così come c’è la paternità biologica, esiste anche la paternità spirituale, esistono i mentori. Riconosci e celebra queste relazioni nella vita di tuo figlio.

I nonni, gli zii, i modelli maschili all’interno della famiglia, gli insegnanti, i responsabili degli Scout, gli allenatori e il sacerdote della tua parrocchia meritano tutti dei riconoscimenti se hanno assunto il ruolo di mentore nei confronti di tuo figlio.

Se tuo figlio non ha alcuna di queste influenze maschili nella propria vita, bisogna che tu ti dia da fare urgentemente per coltivare queste relazioni. Questo vale soprattutto quando si ha un figlio maschio.

Devi solo affrontare il fatto che non sarai in grado di insegnare e illustrare in modo completo la mascolinità a tuo figlio, perché non hai quella prospettiva che hanno soltanto gli uomini. Riconoscere le mancanze che possono esserci nel proprio ruolo genitoriale, e quindi cercare aiuto all’esterno, non vuol dire ammettere la sconfitta, né dichiararsi fallite.

E così come i ragazzi hanno bisogno di un’influenza maschile, anche le ragazze devono imparare che non tutti gli uomini se ne vanno e che esistono alcuni uomini forti e leali che amano le donne che sono nella loro vita.

So che la tentazione di prendersela con gli uomini, soprattutto in questo periodo dell’anno, è forte. Perché la ferita è molto profonda. Credimi, lo comprendo perfettamente. Ma essere un genitore responsabile e maturo vuol dire anche saper affrontare le difficoltà della vita. Non vuoi che i tuoi figli crescano credendo che la paternità non abbia valore, vero? Né tantomeno tu desideri insegnare loro ad essere vittime croniche delle proprie circostanze, reiterando un ciclo generazionale di abbandono. Giusto?

Certo che non vuoi tutto questo.

Mettiamo da parte la nostra rabbia e il nostro dolore. E proviamo a insegnare con il nostro esempio, celebrando il ruolo importante della paternità.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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