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6 consigli per chi crede alle “bugie bianche”

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di Sebastian Campos

Quella delle “bugie bianche” è… una menzogna. Non ci può essere qualcosa di sbagliato e giusto nello stesso tempo. Mentire è sbagliato, in ogni sua forma. Ma la nostra cultura ci insegna che non esiste nulla di totalmente sbagliato, perché spesso il modo per prendersi cura degli altri o di se stessi è dicendo mezze verità.

Immaginiamo di avere un’amica che suona il violino e che non sia molto brava. Anzi, diciamo che suona malissimo. Saranno in pochi ad avere il coraggio di dirle: “Dedicati ad altro, perché il violino non fa per te”. Molto probabilmente proveremo a consolarla con una “bugia bianca”, dicendole cose come: “Si vede che ti ci stai impegnando, forse hai un talento nascosto… sicuramente, con un po’ di pratica, potrai migliorare e diventare una grande violinista”. Questa non è una bugia piena, perché probabilmente è vero che, con l’esercizio, potrebbe migliorare; ma non è neanche la pura verità, perché può esercitarsi quanto vuole, ma il violino non sarà comunque cosa per lei.

Cose simili ci accadono in continuazione. In genere non decidiamo di mentire perché siamo persone malvagie, ma perché teniamo a qualcuno (soprattutto a noi). Ma una bugia è una bugia, non c’è molto da girarci intorno. Per questo vogliamo condividere un video che ci presenta una realtà che molti di noi hanno vissuto da bambini: mentre stavamo giocando abbiamo rotto qualcosa, e nostra madre ci ha obbligati a chiedere scusa e a riconoscere la nostra colpa. Questa storia riguarda un po’ tutti e sono certo che ti potrà essere utile quando, nelle tue prossime riunioni, vorrai spiegare questo concetto.

Tenendo a mente la storia di questo piccolo – che richiama la nostra stessa esperienza, perché chi non ha dovuto chiedere scusa per aver rotto qualcosa mentre giocava?  – vogliamo parlare di alcune idee che spiegano perché è importante vivere nella verità ed evitare le bugie e gli inganni:

1. La verità ci rende più vicini al cammino che dobbiamo seguire

Papa Francesco ci insegna che non possiamo percorrere due strade: «Camminiamo nella luce perché Dio è luce: non andiamo con un piede nella luce e l’altro nelle tenebre; non siamo bugiardi». Se vogliamo vivere seguendo il Signore non possiamo avere una vita a metà, né possiamo decidere che in alcuni momenti abbiamo il permesso di mentire. Altrimenti che esempio avrebbe dato la madre del bambino se lo avesse aiutato a nascondere il fatto di aver rotto un vetro?

2. Dobbiamo vincere la vergogna

Così come è successo al piccolo calciatore dalla mira storta, anche a noi imbarazza molto riconoscere di aver sbagliato, perché condiziona l’immagine che gli altri hanno di noi e ci mostra come persone imperfette. E chi è che desidera sembrare fragile e imperfetto di fronte agli altri? Riconoscere i nostri errori non solo dimostra che siamo stati fragili, ma mostra anche la nostra intenzione di migliorare, di non sbagliare più, di superare i nostri limiti. E di questo non bisognerebbe mai vergognarsi.

3. La verità ha delle conseguenze

Queste conseguenze non sono sempre idilliache come quella del video, non sempre ci viene restituita la palla; molte volte dire la verità comporta, come è stato per Gesù, il disprezzo e la discriminazione degli altri. Molte volte implica il rifiuto di tutti quanti. Ricordi qualche situazione in cui hai detto la verità e la tua sincerità ha fatto arrabbiare gli altri?

4. Dire la verità non è sinonimo di non avere peli sulla lingua

Una cosa è essere sinceri, un’altra è essere imprudenti. Cercare la verità è cosa buona, va bene voler fare sempre ciò che è necessario per camminare nella luce. Ma questo non ci dà la licenza di criticare, giudicare, disprezzare e rifiutare tutto ciò che consideriamo falso, sbagliato o cattivo. Vivere nella verità ma con un approccio di correzione fraterna porterà di sicuro risultati migliori, perché se non è unita all’amore la verità è inutile.


LEGGI ANCHE: Correggere un fratello che sbaglia? 8 consigli per farlo in modo adeguato


5. La verità ci rende più simili a Gesù

I farisei dissero a Gesù: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e insegni la via di Dio secondo verità…» (Matteo 22:16), e Gesù, quando parla di se stesso, dice: «Io sono la Via, la Verità e la Vita» (Giovanni 14:6). Essendo veritieri, diventiamo più simili a Gesù, perché Lui è verità.
Che gran lezione di catechesi ha dato la mamma al piccolo portandolo a riconoscere il proprio errore davanti alla vicina! Gesù avrebbe agito nello stesso modo.

6. Diciamo la verità per amore

Amiamo il nostro prossimo, ecco perché diciamo la verità. Il piccolo non ha riconosciuto il suo errore per poter così recuperare la palla, bensì perché aveva causato dei danni alla sua vicina. Essere sinceri recupera, in parte, i danni causati. Se diciamo la verità, sia sempre per cercare il bene dell’altro e non per pensare al nostro bene. Ecco perché è molto importante trovare il tempo adeguato e la modalità opportuna per dire la verità. Sebbene sia sempre giusto dirla, non sempre troviamo un buon momento o una buona maniera di dirlo.

Sono certo che sia capitato anche a te un bambino piccolo che fa domande o dice cose che, essendo vere, risultano imbarazzanti e mettono a disagio. Frasi come: “Hai una pancia grande”, o “puzzi molto” sono comuni tra i bambini che, educati alla verità, non riescono però a distinguere il tempo e il modo per dirla adeguatamente. Questi tre spunti ci aiutano a fissare meglio il concetto:

La verità deve essere tale (niente bugie)

La verità deve essere detta con amore (senza fare del male).

La verità deve essere detta.

Vorrei infine porti una domanda: quali sono le difficoltà più grandi che incontri nel dire la verità?

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO ORIGINALE

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