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Come festeggiare senza alcool per aiutare chi lotta con la dipendenza

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Tenere bibite analcoliche a portata di mano è una cortesia, ma la vera misericordia è offrire il vino della compagnia

Ha ragione, ma ha toccato un tasto dolente in me. Ci sono alcuni di noi per i quali, almeno in questa vita, il matrimonio dev’essere festeggiato con tè o club soda, e questa realtà – il fatto che alcuni di noi siano chiamati a rinunciare a ciò che è “necessario per la festa” ­ è il motivo per il quale la sobrietà è così difficile. Posso affrontare la prospettiva di un futuro senza alcool, ma non posso farlo senza la socievolezza, la comunità, la gioia a cui è legato.

Sostituire l’acqua al vino non è misericordia se non ci prendiamo anche il tempo di invitare tra noi colui che sta cercando di rimanere sobrio, di aiutarlo a stringere e a sostenere i legami umani che l’alcool una volta ha sostituito o distrutto. Avere a portata bevande sostitutive per me può essere gentile, ma se non è accompagnato da un abbraccio, un ballo o una risata starò alla festa nel corpo ma in realtà sarò sola nello spirito, con il pianto e lo stridore di denti.

E allora rifornitevi di bottigliette d’acqua e fate un po’ di tè freddo, ma non trattenete musica e risate e il “buon vino rosso” del cameratismo, l’amore che è la vera “abbondanza del banchetto”. Benedicamus Domino!

 

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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