Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

Un esorcista in guerra contro satana con l’arma della preghiera

Condividi

L’esperienza e la sapienza di don Raul Salvucci nella sua lotta contro il Male al servizio della Chiesa

Dopo questo primo incontro con il demonio, il sacerdote si imbatte in un altro caso di possessione, caratterizzato da una incredibile “coincidenza”, che lo costringe a cominciare a chiedersi se il Signore vuole orientarlo verso il servizio dell’esorcismo, a cui egli tenta inizialmente di sottrarsi.

«(…) Circa due mesi dopo quell’incontro, una telefonata mi chiamò ad accorrere immediatamente in un vicolo della parte vecchia della mia città: mi dissero che c’era una donna indemoniata, che parlava lingue sconosciute e non riuscivano a tenerla in più persone. Mi tornò la paura, non sapevo cosa fare. Pregai un po’ poi presi la macchina e andai. Entrai nella casa indicatami, era una povera abitazione. Mi vennero incontro alcune persone e mi dissero: «L’ha lasciata cinque minuti fa. Ha detto: “Ora me ne debbo andare via perché sta arrivando il sacerdote”». Il Signore fu stupendo con me, come col profeta Giona, perché dissi subito dentro di me: «Se è scappato lui perché arrivo io, tutta questa paura non è poi giustificata». Poi mi accompagnarono dentro la camera. Nel letto giaceva la donna pallida e sfinita; ci guardammo e ci riconoscemmo subito. Era Teresa, l’accompagnatrice della prima ossessa. Così ebbe inizio la mia esperienza. Dopo questi fatti cominciai ad essere attaccato in modo diffuso e a volte violento dalle forze del male, soprattutto la notte. Iniziò un durissimo noviziato che si è protratto per anni; pregavo in continuazione per non avere a che fare con queste cose».

L’autore, dopo aver ripercorso l’emozionante momento in cui giunge alla certezza di quanto il Signore gli chiede di affrontare, ci rivela qual è il rischio che l’esorcista corre e il prezzo che paga in questa sua lotta contro il Male.

 «Lasciamo perdere la morte; è certo che nelle intenzioni di ogni buon diavolo c’è anche quella di far sparire fisicamente l’esorcista. Se però l’esorcista non è volontariamente imprudente, ma lavora in unione con la Chiesa, questo non può accadere. La sofferenza invece è indispensabile per questo ministero. Per capirci bene bisogna ricorrere al principio della fisica, che dice: «Ad ogni azione corrisponde una reazione di pari entità». Più è forte, più è radicata nel tempo la presenza di satana in una persona, più intensa è la reazione con cui satana attacca l’esorcista. Io ho avuto lo strano carisma, che donerei volentieri a qualche altro, di una grande sensibilità e recettività delle presenze negative. (…) Ci sono delle ore in cui il mio corpo, internamente, dalla testa ai piedi, sembra essere un laboratorio di forze invisibili. Poi viene rivolto anche su tutti i fronti: sugli affetti, sugli affari, nel lavoro, nei rapporti coi superiori, nella guida della macchina, negli oggetti che non funzionano mai, e chi ne ha più ne metta. Riesce a muovere insieme un’infinità inimmaginabile di concause, cioè di cause che concorrono insieme, fino a darti il senso della distruzione totale e di una potenza che non puoi superare».

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni