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La Santa Sede cambia il contratto PwC per la revisione dei conti

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Il nuovo contratto è stato firmato in Vaticano giovedì 9 giugno: dopo la sospensione delle attività di revisione, la società PricewaterhouseCoopers (PwC) riprende a collaborare con dicasteri e amministrazioni d’Oltretevere ma in modo diverso da come aveva stabilito il primo accordo siglato dal Prefetto della Segreteria per l’Economia, il cardinale George Pell, in qualità di «manager della Santa Sede». Saranno i singoli dicasteri a chiedere l’intervento di PwC e viene riconosciuto il ruolo del Revisore generale interno, al quale compete il lavoro di revisione dei bilanci, come avviene in ogni Stato.  

Come si ricorderà la sospensione del contratto con PwC era stata accompagnata da polemiche, da un susseguirsi di botta e riposta tra il cardinale Pell e la Segreteria di Stato vaticana sulle reali motivazioni che avevano congelato la collaborazione: per gli ambienti più vicini al porporato australiano si trattava di una rivincita della vecchia Curia intenzionata a mantenere in vita cattive abitudini sulla gestione delle finanze. Al contrario, per la Segreteria di Stato – e questa è la posizione avallata dal Pontefice – si trattava invece di far sì di armonizzare l’accordo con PwC con la nuova legislazione che proprio Papa Francesco in accordo con il C9 dei cardinali aveva introdotto in materia economico-finanziaria istituendo la figura del Revisore generale.  

«Come già reso noto, in merito al rapporto tra la Santa Sede e la società PricewaterhouseCoopers (PwC) – afferma il comunicato – si è ritenuto opportuno sospendere le attività di revisione per esaminare il significato e la portata di alcune clausole del contratto, nonché le modalità di esecuzione del medesimo. Insieme a PwC, tali elementi sono stati sottoposti ai necessari approfondimenti in un’atmosfera di serena collaborazione, risolvendo le questioni originariamente emerse».  

«In particolare – continua la nota – si è riconosciuto che, per legge, il compito della revisione contabile è affidata all’Ufficio del Revisore Generale (URG), come avviene di regola in ogni Stato sovrano. Posto che in conformità al quadro normativo vigente questa responsabilità istituzionale compete all’URG, PwC svolgerà un ruolo di assistenza e sarà a disposizione dei dicasteri che vorranno avvalersi del suo supporto o consulenza». Dunque la società internazionale di revisione non avrà più la totale competenza sui bilanci, né poteri speciali tali da obbligare i dicasteri vaticani a consegnare documentazione.  

Il comunicato precisa poi le motivazioni di questa decisione, smentendo ancora una volta la versione che si tratti di una forma di resistenza all’opera di trasparenza: «Va precisato che, a differenza di quello riportato da alcune fonti, tale sospensione non era dovuta a considerazioni circa l’integrità o la qualità del lavoro avviato da PwC, tanto meno alla volontà di uno o più enti della Santa Sede di impedire le riforme in corso». Tesi questa che era stata fatta filtrare ad organi di informazione dall’entourage di Pell.  

«Il percorso verso una corretta e appropriata implementazione degli International Public Sector Accounting Standards (IPSAS) – si legge ancora nel comunicato vaticano – è normalmente complesso e prolungato. Tale iter richiede una serie di scelte legislative e l’adozione di procedure contabili-amministrative, attualmente in via di elaborazione. Tenendo conto dell’apprezzata attività già svolta da PwC, la Santa Sede rende noto che le parti hanno sottoscritto un nuovo accordo che, in coerenza al quadro istituzionale, prevede una collaborazione più ampia di PwC e suscettibile di essere adattata alle esigenze della Santa Sede».  

Con questo nuovo accordo «si intende consentire a tutti gli enti della Santa Sede di partecipare più attivamente al percorso delle riforme. Con questa iniziativa, la Santa Sede si avvarrà anche nel prossimo futuro della collaborazione di PwC. L’impegno per una revisione economico-finanziaria della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano – conclude la nota – è stato, e rimane, prioritario». 

Tra le righe del comunicato si può leggere la volontà di coinvolgere in modo più diretto e responsabile i singoli enti e dicasteri vaticani nella riforma: PwC non sarà più il gestore esterno di tutta la revisione dei bilanci della Santa Sede, ma collaborerà con le singole amministrazioni e in particolare con il Revisore generale. Tra i dicasteri che per primi si vogliono avvalere della sua consulenza c’è l’Apsa. Da quanto apprende Vatican Insider, nella trattativa per arrivare al nuovo accordo, condotta da una commissione interna, ha avuto un ruolo significativo il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco di Baviera e coordinatore del Consiglio per l’Economia vaticano. 

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