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Opuscolo LGBT: Gesù, l’evangelista Giovanni e il re Davide erano omosessuali

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E questa disonestà intellettuale ha addirittura l'arroganza di autoproclamarsi “inconfutabile”

di Francisco Vêneto

Nella maggior parte dei Paesi occidentali, la legge dichiara che esprimersi in difesa delle pratiche omosessuali è un diritto di qualsiasi persona, nell’esercizio della sua libertà di pensiero e di espressione.

Per onestà intellettuale, però, è opportuno aggiungere che spetta a ogni persona presentare argomentazioni solide per difendere il proprio punto di vista: una cosa è infatti il diritto di esprimersi, un’altra è il diritto altrui di non prendere sul serio chi non sostiene in modo ragionevole le cose che afferma.

Non mancano infatti dicerie, a favore o contro qualsiasi argomento, che usano codardamente come scudo la libertà d’espressione, come se questa esentasse le persone dalla necessità di basare a livello razionale le proprie dichiarazioni e le autorizzasse persino a diffamare, calunniare o semplicemente a mentire.

Ad ogni modo, se la legge civile vuole essere coerente con se stessa, anche esprimersi in modo critico riguardo alle pratiche omosessuali è un diritto di ogni persona, nell’esercizio della sua libertà di pensiero e di espressione – anche se il “politicamente corretto” nega, censura e a volte punisce queste espressioni, confondendo la libera opinione su un tema con il crimine della discriminazione oggettiva nei confronti di una persona.

Ovviamente ogni persona che desidera criticare qualsiasi altra pratica ha lo stesso diritto di farlo, si tratti di celibato, sesso libero, verginità, promiscuità, eterosessualità, bisessualità, matrimonio, divorzio, poligamia, fedeltà, incesto, pedofilia, zoofilia…

Tutto quello che l’essere umano fa è passibile di essere commentato, messo in discussione, lodato o criticato. Anche in questo caso, la qualità delle argomentazioni a favore o contro qualsiasi cosa spetta a chi commenta. Non è perché esiste la libertà d’espressione che qualsiasi cosa che dice qualcuno debba meritare automaticamente un consenso generalizzato.

Il fatto è che esistono argomentazioni solide e argomentazioni deboli a favore e contro qualsiasi argomento. Chi afferma che Dio esiste, ad esempio, saprà, se è intellettualmente onesto, che alcune argomentazioni in difesa dell’esistenza di Dio non sono valide in termini logici. Allo stesso modo, l’ateo intellettualmente onesto dovrà sapere che anche certe argomentazioni in difesa dell’inesistenza di Dio non sono valide in una logica rigorosa. Alla persona intellettualmente seria, quindi, non basta argomentare qualsiasi cosa solo perché questo “qualsiasi cosa” sembra favorevole alle sue opinioni. Un’argomentazione sciocca può essere un grande svantaggio, anche se presumibilmente sta difendendo una verità. Chi pretende di essere preso sul serio e di promuovere un dialogo serio deve saper distinguere tra argomentazioni valide e mere sciocchezze che non apportano alcun contributo a un’intesa ragionevole tra esseri umani sensati.

Fatte queste considerazioni, forse possiamo entrare con un po’ più di discernimento nella discussione del caso presentato dal titolo di questo articolo: quello di alcuni attivisti della cosiddetta agenda LGBT che fanno appello ad affermazioni bizzarre sulla presunta omosessualità di Gesù Cristo, dell’apostolo ed evangelista San Giovanni e del re Davide.

Questi attivisti osservano correttamente che il Messia ha dato un esempio di tolleranza e accoglienza condividendo i pasti con prostitute, peccatori e pubblicani.

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