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La lunga storia di Isfahan, la più cristiana città dell’Iran

Agi - pubblicato il 08/06/16

Isfahan e’ la capitale culturale dell’Iran, la più bella delle città iraniane, gemma incastonata nel bel mezzo del territorio iraniano, ma è anche la più cristiana del Paese.
Sono 5 milioni gli iraniani che la visitano solo durante le vacanze del Nowruz (gli ultimi dieci giorni di marzo), e tra le tante attrazioni di questa città il suo aspetto multiculturale si manifesta soprattutto nella fusione ideale tra musulmani sciiti e cristiani di culto armeno.

La storia di questo amore e’ lunga. Dopo la guerra tra Persia ed Impero Ottomano nello spazio 1603-1605 d.C., gli armeni iniziano ad arrivare in Iran alla ricerca di una nuova vita nel regno del buon re safavide Shah Abbas I. Costui aveva accolto nel suo impero, nella città di Nakhchivan a sud del fiume Aras, decine di migliaia di armeni scampati alle persecuzioni degli ottomani. E nel 1604, quando capi’ che gli ottomani avrebbero potuto conquistare Nakhchivan e massacrarne la popolazione, decise di fare emigrare i sudditi cristiani nell’entroterra iraniano e per loro scelse la città più bella, la capitale: Isfahan. Ad Isfahan a loro affido’ un terreno che sarebbe presto divenuto il nuovo quartiere Jolfa; Jolfa era il nome del luogo di provenienza di quelle tribù armene, una località che oggi fa parte della repubblica dell’Azerbaijan.

Al loro ingresso in Iran, i rifugiati armeni iniziarono la costruzione di chiese e monasteri per continuare le loro attivita’ religiose come nella loro patria. Ed ecco che nel 1606 nacque a Jolfa il primo monastero che comprendeva una piccola chiesa chiamata Amna Perkich, che significa “Guarigione completa”. La piccola chiesa venne poi ampliata e trasformata nella magnifica cattedrale di Vank, costruita circa 50 anni dopo sotto la supervisione dell’arcivescovo David. Tra le piu’ belle chiese e tra le maggiori attrazioni dell’Iran in assoluto, la cattedrale venne completata nel 1664: include un campanile, costruito nel 1702, una tipografia fondata dal cardinale Khachatoor, una libreria inaugurata nel 1884 e un museo aperto nel 1905. L’architettura dell’edificio e’ unica al mondo perche’ e’ un miscuglio tra l’arte safavide del 17esimo secolo e lo stile di alte arcate delle chiese cristiane. L’edificio ha una cupola simile a quella degli edifici islamici e, secondo gli studiosi, ha influenzato e ispirato la costruzione di molti altri luoghi di culto cristiani in Iran e in Mesopotamia. L’entrata principale della cattedrale e’ una larga porta di legno che introduce i visitatori nel cortile dell’edificio: all’ingresso sono visibili due stanze all’angolo destinate all’amministrazione. Un grande campanile domina il cortile e sovrasta le tombe di cristiani ortodossi e protestanti sepolti lungo la parete che precede l’ingresso. Il campanile costruito 38 anni dopo la struttura principale conduce nella navata: sul lato destro della cella campanaria una grande scritta blu circondata da crocifissi di pietre,riuniti nel luogo dalle macerie delle chiese del quartiere di Jolfa andate in rovina. Su di un’area elevata a sinistra della cella campanaria, un memoriale in ricordo delle vittime del massacro ottomano.

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Ogni anno, il 23 aprile, gli armeni si riuniscono per commemorare le vittime di quel massacro ed accendono candele in onore dei loro martiri. In un angolo del cortile, le stanze e i corridoi dell’area riservata agli ospiti, e il luogo di residenza dell’Arcivescovo di Isfahan e delle altre autorita’ religiose armene in Iran. In fondo al cortile e dinanzi alla cattedrale, un edificio che ospita la libreria e i musei. La libreria contiene piu’ di 700 antichi manoscritti rari in armeno ed in lingue europee risalenti al medioevo. Il museo di Vank ospita un’unica e inestimabile collezione di oggetti appartenenti alla galassia armena. Costruito nel 1871, il museo contiene anche l’Editto del 1606 di Shah Abbas I che emano’ la fondazione di Nuova Jolfa e proibi’ la persecuzione degli armeni. Sublimi copie della Bibbia sono inoltre parte della collezione del museo: tra di esse una Bibbia di soli 0,7 grammi realizzata dai miniaturisti armeni e’, secondo gli studiosi, la piu’ piccola che esiste al mondo. Costumi dell’era safavide, tappeti, dipinti europei acquistati dai mercanti armeni nei loro viaggi, arazzi, ricami ed altri oggetti del patrimonio artistico iraniano-armeno allietano i visitatori. Il museo Vank ospita anche una completa collezione di fotografie, mappe e documenti turchi sul massacro armeno del 1915 effettuato dai sultani ottomani. Paramenti sacri, ostensori, calici e altri oggetti sacri sono esposti nel museo.

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Tags:
dialogo islamo cristianoiran
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