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Una triste storia d’amore con un finale magnifico

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Halfpoint/Shutterstock

Larry Peterson - pubblicato il 06/06/16

Una passeggiata in un caldo pomeriggio e un invito privilegiato

Di tanto in tanto, Dio ti permette di dare un’occhiata al suo cuore e… boom! L’orgoglio per il fatto di conoscerlo ti esplode dentro. Quella che segue è una storia vera. Da quando è accaduta è diventata parte di me. È anche una storia d’amore, scritta dalla mano stessa di Dio.

Era l’estate del 2014. Ed e Cathy Carmello (non sono i loro veri nomi) erano da poco miei vicini, credo da meno di un anno.

Si erano conosciuti quando Ed aveva 60 anni e Cathy 40. Si erano innamorati e poi, per la prima volta nella loro vita, avevano pronunciato il fatidico “Sì”. Avevano appena festeggiato le nozze d’argento e si godevano insieme la vita da pensionati.

C’era però un problema. Il tumore alla prostata di Ed si era ripresentato, e lo stava distruggendo rapidamente. A Cathy era stato diagnosticato un melanoma al quarto stadio. Lei me lo raccontò quando le rimanevano, “forse”, sei mesi di vita.

Visto che sono sopravvissuto a un tumore alla prostata e la mia prima moglie è morta per un melanoma, ero in grado di parlare apertamente con loro dei rispettivi tumori. Sapevano che conoscevo il tema.

La mia routine quotidiana inizia in genere alle 5.00 con una passeggiata di un’ora. Per qualche motivo, un giovedì mi sentii spinto a fare un’altra passeggiata in quel pomeriggio caldo, e un po’ riluttante decisi di portare a termine quello che avevo iniziato.

Trovai Cathy in piedi nel suo giardino, appoggiata al deambulatore.Riuscivo a capire che le costava tenersi in piedi. Un po’ inquieto, mi avvicinai rapidamente per vedere se andava tutto bene.

“Ti stavo aspettando, Larry. Devo parlarti”.

Rimasi senza parole. “Non esco mai a passeggiare a quest’ora e dici che mi stavi aspettando?”

“Sapevo semplicemente che saresti venuto. Non riesco a spiegarlo”.

Un brivido mi percorse la schiena. Mi appoggiai al suo fuoristrada. “Sai che Ed sta morendo, vero?”

“Sì, Cathy, lo so, me lo ha detto. E la tua prognosi? Qualche cambiamento?”

Mi guardò negli occhi con un sorriso. “Mi hanno detto che mi restano solo poche settimane”.

Strinsi le labbra, respirai a fondo e le chiesi: “Cosa posso fare?”

Sapevano che sono cattolico e ministro straordinario della Santa Comunione. Cathy mi chiese se potevo portare un sacerdote da loro.

Mi disse che lei ed Ed erano cattolici non praticanti e che da anni non andavano in chiesa. Era ora di “sistemare le cose con Dio”.

“Chiamerò il sacerdote appena torno a casa”.

“Grazie di cuore. Per questo ero qui ad aspettarti”.

Risposi con un semplice gesto affermativo. Lei sorrise e mi ringraziò di nuovo, e io la riaccompagnai a casa. Non menzionò se stessa, solo il marito.

Mi parlò di quanto avrebbe voluto poter alleviare la sua sofferenza e di quanto sarebbe stato splendido andare ancora una volta in bicicletta. Poi menzionò la gratitudine che provava per Dio per tutti i momenti che lei ed Ed avevano vissuto insieme.

Entrai in casa e lei, Ed ed io parlammo una decina di minuti. Poi Cathy si scusò e si avviò lentamente verso la camera da letto.

Ed mi disse quanto avrebbe voluto poter alleviare la sofferenza di sua moglie e quanto era stato buono Dio con lui per avergli permesso di incontrare una donna così fantastica con cui condividere la sua vita.

A volte, quando Dio è presente, costa respirare. Dovetti inspirare a fondo.

Una volta a casa, chiamai il nostro sacerdote ordinato di recente, padre Scott. Il giorno dopo trascorse circa un’ora con Ed e Cathy.

Sia Ed che il giovane sacerdote erano originari di Roanoke, in Virginia, e quindi parlarono e risero, e trascorsero un bel momento insieme. Non si notavano gli oltre 50 anni che separavano quei due uomini. Era come se fossero cresciuti insieme. È stato molto bello.

Il sacerdote ascoltò la loro confessione e diede a entrambi l’Unzione dei Malati e la Santa Comunione.

Disse loro che sarebbe tornato il prima possibile, ma quella domenica era la Domenica delle Palme, l’inizio della Settimana Santa, e quindi era piuttosto impegnato. I tre si abbracciarono prima di salutarsi. La Domenica delle Palme ebbi l’onore di portare loro io stesso la Santa Comunione.

La Domenica di Pasqua ebbi un’altra volta il privilegio di portare a Ed e Cathy la Santa Comunione. Giacevano a letto l’uno accanto all’altra, e si tenevano per mano. Ed sorrise e disse: “Larry, siamo molto felici. Questa è la Pasqua più bella che abbiamo vissuto”.

Si girò e guardò la moglie, che gli restituì lo sguardo con un sorriso affettuoso.

Cathy tese la mano per asciugare gli occhi umidi di lacrime di felicità del marito. Mentre si guardavano intensamente negli occhi, pensai che forse si stessero guardando nell’anima.

È stato un momento pieno di una spiritualità condivisa a cui non avevo mai assistito. Riuscivo a sentirla anch’io. Non dubito del fatto che in quel momento Gesù fosse lì con loro sostenendo le loro mani tra le sue.

Ed morì la settimana dopo Pasqua. Una settimana dopo, Cathy si trasferì in una casa di cura. Visse un altro paio di settimane.

Per quanto mi riguarda, rendo grazie a Dio per aver goduto della loro amicizia e per essere stato partecipe del loro ultimo viaggio.

A volte mi piace pensare di aver portato due persone innamorate all’aeroporto e di averle viste salire su un aereo che partiva alla volta del Paradiso.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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