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Alla scoperta dei miracoli sconosciuti di San Pio

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Silvia Lucchetti - Aleteia - pubblicato il 05/06/16

SEI ABORTI, ANORESSIA, DIPENDENZA DA ALCOL, DROGHE, E POI FINALMENTE LA GUARIGIONE, LA RICONCILIAZIONE, LA GRAZIA DEL MATRIMONIO E DELLA MATERNITÀ

«La mia non è la storia di un grande miracolo, ma quella di tanti piccoli miracoli che Padre Pio ha operato nel mio cuore. (…)Sono cresciuta nell’arroganza, certa di poter ottenere (…) tutto ciò che volevo. (…)Avevo tutto ciò al prezzo di calpestare la dignità umana. La mia vita sessuale era del tutto disordinata. Ho abortito sei volte. Ogni volta il mio cuore ha negato a Dio quegli immensi doni. (…) finii quindi per sentire una grande repulsione nei confronti di me stessa. Cominciai a odiarmi, sprofondando poco per volta nel buio abisso della droga e dell’alcol. (…) Ero dimagrita a tal punto che il mio terapista mi diagnosticò una forma di anoressia. (…)Negli anni successivi, dopo aver divorziato da un impresario americano di vent’anni più anziano di me, mi recai a Dallas per cercare di riprendermi nella casa dei miei genitori. Quando vi giunsi sembravo un cadavere. La Provvidenza volle che mia madre fosse amica di un sacerdote filippino (…)Poiché non avevo niente da fare, un giorno accettai l’invito ad assistere a una messa in casa di un medico. L’officiante era padre Santos Mendoza, che poco dopo si offrì di confessarmi in un piccolo appartamento. Io esitai sulla soglia, perché erano passati quindici anni dall’ultima volta in cui mi ero confessata. Finalmente entrai. Alla fine, mi disse con un sorriso che ero un «pesce grosso» appena caduto nelle mani di Dio. Quando padre Santos morì, seppi che era stato esorcista e che durante la confessione leggeva nell’anima dei penitenti: di questo sono anch’io testimone. Grazie a lui, scoprii Padre Pio. (…)Padre Pio, per mano di san Ignacio de Loyola, mi regalò il grande amore della mia vita: mio marito Jesús, basco, di formazione gesuitica e padre di nostra figlia Anamaría. Ogni volta che contemplo la mia figliola, rendo grazie al Signore per essere tornato a seminare tanta bellezza nel mio grembo il quale, per egoismo, ho trasformato tante volte in un sepolcro».

UNA GUARIGIONE MIRACOLOSA DA UNA CECITÀ INCIPIENTE ATTRAVERSO LA PREGHIERA CORALE

«Per un radiologo come me, gli occhi sono il principale strumento di lavoro» Dopo innumerevoli cure e interventi «(…)casualmente nel 2000 mi diagnosticarono un’ipertensione intraoculare, vidi la morte in faccia. (…) nell’aprile del 2010 la situazione peggiorò: la pressione dell’occhio sinistro salì fino a 20-22, malgrado le scrupolose cure mediche. Il rischio di intervento all’unico occhio «sano» era perciò altissimo. Durante uno di quei giorni, invitai a pranzo un mio carissimo amico. Sapevo che lui pregava per me da quando aveva saputo della mia grave lesione oculare. Mentre prendevamo il caffè, mi regalò un’immaginetta di Padre Pio con una piccola reliquia del suo abito. Mai avevo udito parlare di quel frate. «Prendi, pregala con fede e lui ti curerà» assicurò. Preoccupato per il mio futuro, cominciai a recitare la novena quella stessa notte. Nel giro di qualche giorno, ricevetti un messaggio del mio amico sul cellulare: «Passa la reliquia sull’occhio malato». Ubbidii di nuovo. Giorni dopo, i medici non riuscivano a credere alla mia repentina guarigione: la pressione oculare era diminuita fino a 10! L’intervento chirurgico era ormai del tutto inutile. Cercando di convincersi, gli specialisti mi sottoposero a molteplici esami che confermarono la miracolosa guarigione. Devo precisare che, né in Spagna, né negli Stati Uniti, dove mi ero recato ormai disperato, erano stati capaci di ridurre la mia pressione oculare. Quando raccontai al mio amico quel fatto insolito, mi confidò che lui, sua moglie e i loro due bambini avevano recitato la novena di Padre Pio ogni notte per la mia guarigione».

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guarigionimiracolisan giovanni paolo iisan pio da pietrelcina
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