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Riproduzione assistita: il successo è inferiore a ciò che dice la maggior parte delle cliniche

DURAND FLORENCE/SIPA

Observatorio de Bioética - pubblicato il 03/06/16

Ultimi dati sulla riproduzione assistita in Europa

La Società Europea di Riproduzione Assistita ed Embriologia (ESHRE) ha pubblicato un nuovo rapporto sui risultati della riproduzione assistita in Europa, relativi all’anno 2011.

Il testo include dati di 33 Paesi, due in più rispetto al 2010, di 1064 cliniche, per un totale di 609.973 cicli di stimolazione ovarica. Di questi, 138.592 corrispondono a fecondazioni in vitro e 298.918 a iniezioni intracitoplasmatiche di spermatozoi (ICSI). In 129.693 casi sono stati utilizzati embrioni congelati, e in 30.198 ovociti donati. 6.824 volte è stata utilizzata la diagnosi genetica preimpianto per la selezione degli embrioni migliori. In 174.390 occasioni è stata realizzata un’inseminazione artificiale utilizzando seme del marito o della coppia, e in 41.151 seme di un donatore.

L’aspetto senza dubbio più interessante di questo rapporto sono i risultati ottenuti. L’indice delle gravidanze al primo ciclo, quando è stata utilizzata la fecondazione in vitro per aspirazione o per trasferimento di embrioni, è stato rispettivamente del 29.1% e del 33.2%, mentre quando sono state utilizzate le ICSI gli indici sono stati del 27.9% e del 31.8% .

L’indice delle nascite, il dato principale di cui tener conto perché riflette il numero di donne che hanno provato ad avere un bambino dopo un ciclo di stimolazione, è stato del 19.2%, inferiore agli anni precedenti, perché nel 2010 era del 20.6%, nel 2009 del 20.2%, nel 2008 del 21.7%, nel 2007 del 22.3% e nel 2006 del 20.8%.

Un dato ancor più interessante è conoscere la percentuale delle donne che sono riuscite ad avere un figlio dopo vari tentativi di fecondazione in vitro, perché è questo alla fine il successo reale. Viene valutato in un articolo recente (Human Reproduction, 31; 572-581, 2016) in cui si includono dati di 178.898 cicli, relativi agli anni che vanno dal 1992 al 2007. Dopo tre cicli di stimolazione, l’indice delle nascite è stato del 30% per le fecondazioni realizzate tra il 1992 e il 1998 e del 42.3% per quelle realizzate tra il 1995 e il 2007 (Human Reproduction, 31; 233-248, 2016).

Si tratta di dati molto interessanti, perché riflettono la realtà dei successi ottenuti con la fecondazione in vitro e l’ICSI, che oscilla tra il 20% delle nascite dopo un ciclo di stimolazione e il 30-40% dopo tre, percentuali senza dubbio molto inferiori a quelle che la maggior parte delle cliniche pubblicizza negli opuscoli per attirare clienti.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
bioeticafecondazione assistitasalute riproduttiva
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