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I Dieci Comandamenti per gli utenti di Facebook

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Come applicare il Decalogo nella vita virtuale di tutti i giorni

Non commettere atti impuri

love - computer
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Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. (Matteo 5,27-28)

Cosa pensi di ottenere con la tua presenza su Facebook? Vuoi semplicemente restare in contatto con i tuoi amici del liceo? Passare qualche minuto di relax vedendo video di gattini che suonano l’arpa (ok, forse non esistono, ma non mi meraviglierei di vederne uno prima o poi)? Usi Facebook per lavoro? Oppure pensi di poter ottenere dei vantaggi di altro tipo? Passi le notti insonni a chiacchierare con sconosciute di chissà dove, nella vacua speranza di ottenere una parola che ti riscaldi il cuore? Flirti con i colleghi o con un tuo ex perché hai litigato con tuo marito e vuoi evadere dalla realtà? Allora è arrivato il momento di darti una regolata. Cancella le “amicizie” (la netiquette vieterebbe di usare troppe virgolette, ma qui ce ne vorrebbero almeno 5-6!) che ti allontanano da tua moglie o da tuo marito. Costruisci la fedeltà nella tua mente, prima che nelle tue azioni. Perché la strada che porta al tradimento è formata da tanti e ripetuti pensieri “innocenti” e “inoffensivi” (anche qui ho resistito alla tentazione di aggiungere ulteriori virgolette!).

La coppia coniugale forma una « intima comunità di vita e di amore [che], fondata dal Creatore e strutturata con leggi proprie, è stabilita dal patto coniugale, vale a dire dall’irrevocabile consenso personale ». Gli sposi si donano definitivamente e totalmente l’uno all’altro. Non sono più due, ma ormai formano una carne sola. L’alleanza stipulata liberamente dai coniugi impone loro l’obbligo di conservarne l’unità e l’indissolubilità. « L’uomo […] non separi ciò che Dio ha congiunto » (Mc 10,9). (CCC, 2364)

Non rubare

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No, certamente tu non sei uno scammer che passa le giornate a mandare mail strappalacrime da profili fasulli per estorcere qualche spicciolo. Lo spero per te, perché ho letto che è molto improbabile guadagnare qualcosa da queste attività illegali e immorali, e il rischio è davvero elevato. Ma si può rubare su Facebook anche in altri modi. No, non sto per suggerirti quale codice inserire per poter svuotare il conto corrente di tuo padre. Né sto per rivelarti chissà quale trucco informatico per truffare lo Stato ed evadere le tasse. Si può rubare molto più facilmente: basta spendere tempo su Facebook quando dovresti lavorare. Semplice, no? Ecco, se in questo momento dovresti fare altro, metti giù lo smartphone. Rispetta il tuo datore di lavoro. In passato mi è capitato di usare dei computer impostati in modo tale da proibire l’accesso a Facebook. Policy aziendale. Perché la produttività scende molto se il lavoratore – invece di concentrarsi su numeri, dati e moduli vari – spende le ore su Farmville o semplicemente a controllare le notifiche.

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