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Più che un villaggio. Per l’estate c’è il Parco (culturale ecclesiale)

© PCE Terre del Capo di Leuca
Torre del sasso - Tricase © PCE Terre del Capo di Leuca
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Per il viandante del terzo millennio nasce il Parco "Terre del Capo di Leuca - De finibus terrae". Per un turismo "di senso"

C’è un nuovo “pacchetto” per l’estate italiana. Non è il solito villaggio vacanze. È nato ufficialmente, nella zona di Leuca, il primo Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”. Strade, cammini, luoghi di raccoglimento e sagre di paese, silenzio della natura e musica salentina doc. L’iniziativa, promossa dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, intende rispondere a due sollecitazioni – sottolinea il vescovo Vito Angiuli: la valorizzazione dei beni culturali ecclesiali sia per il loro valore artistico sia come veicolo di evangelizzazione, di incontro, di dialogo e di pace”. Come Leuca: all’incontro tra due mari, Ionio e Adriatico, protesa nel Mediterraneo, già definita dai romani “De Finibus Terrae”. Un nuovo passo del turismo religioso, in un tempo in cui “sembra che l’uomo senza Chiesa sia irresistibilmente attratto dalle chiese, l’uomo che rifiuta la Chiesa cerca un luogo sacro, una esperienza profonda per ritrovare se stesso” osserva don Mario Lusek, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale del Turismo, dello sport e del tempo libero della Cei, che ha dato impulso all’iniziativa. In Italia sono in preparazione altri dodici Parchi.

Il Parco diventa così al tempo stesso un’area  protetta per il suo patrimonio e protesa al dialogo tra voci e culture diverse, sia all’interno del territorio – il programma degli eventi è concordato tra Comuni, Enti locali, parrocchie, santuari associazioni culturali e laicali – sia all’esterno, come richiamo per i turisti. Per passare dalla competizione alla integrazione. Una rete per valorizzare spazi aggregativi e ricettivi; feste patronali; antiche vie di pellegrinaggio; iniziative culturali, mostre, convegni, rassegne, festival; tradizioni popolari. Una realtà in cui il turista “non è più un cliente ma un ospite” chiosa don Lusek. Il Parco ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, promosso dalla omonima fondazione, vuole promuovere, recuperare e valorizza il patrimonio liturgico, storico, artistico, ricettivo. In queste terre si conserva la memoria del passaggio di San Pietro, qui passa l’antica via della Perdonanza, percorsa sin dal Medioevo dai pellegrini diretti al santuario di Santa Maria “de finibus terrae”. Un cammino che i promotori auspicano entri a far parte della Via Francigena del Sud.

Non a caso il marchio collettivo i “Cammini di Leuca” è quella stella a otto punte che simbolo della Vergine Maria, di cui una si trasforma in freccia. Esso indica ai viandanti del terzo millennio le direttrici dei cammini che portavano al santuario di Leuca e tutti i servizi lungo i percorsi, per vivere un’esperienza che vada oltre il turismo religioso e diventi “turismo di senso”. Una stella che indica il convergere di queste strade verso Leuca, da cui scaturisce la strada del dialogo, della pace e dell’ecologia integrale, attraverso le parole e la vita di don Tonino Bello, che è sepolto ad Alessano, nel Capo di Leuca. “La nostra – ha dichiarato monsignor Angiuli nel corso della presentazione – è da sempre una terra di accoglienza. Una terra che è un ponte geografico, culturale e religioso tra Oriente e Occidente”. Lo testimoniano i santi che si venerano in queste terre, quasi tutti della tradizione orientale.

“In un tempo in cui tanti Paesi europei erigono muri a Leuca si discute come costruire ponti” ha sottolineato Loredana Capone, assessore all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, con un riferimento esplicito a quanto avviene nel Mediterraneo. “Lavoriamo sui contenuti per costruire un prodotto nuovo che finisce di essere prodotto turistico e diventa educazione e formazione”. Da qui il sostegno al Parco, in “un gioco di squadra che vede Chiesa e Istituzioni collaborare, con politiche pubbliche appropriate”. Uno degli obiettivi del Parco Culturale Ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae” è anche promuovere un appuntamento annuale di dialogo tra i giovani di veri paesi dell’Europa e del Mediterraneo. Per #cartadileuca.0, 70 giovani si ritroveranno dall’11 al 14 agosto per dialogare sul tema “Mediterraneo, un mare di ponti” e scrivere la Carta di Leuca, che diventerà un appello ai governanti a fare del Mediterraneo una “arca di pace”.

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chiesa
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