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Giudici di tutto il mondo in Vaticano contro i trafficanti

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E’ un vertice davvero fuori dall’ordinario quello che si terrà in Vaticano fra venerdì e sabato prossimi. Si tratta infatti del «Summit dei giudici su tratta delle persone e crimine organizzato» promosso dalla Pontificia accademia per le scienze sociali nel corso del quale è prevista anche un’udienza con il Papa.
 
Nello specifico un centinaio di magistrati, procuratori, rappresentanti di organismi e istituzioni di giustizia di tutto il mondo impegnati nella lotta contro vari fenomeni criminali, si ritroveranno nella Casina Pio IV, all’interno della Città del Vaticano, per un confronto aperto su vari temi di attualità fra i quali spiccano la tratta delle persone, il narcotraffico, la diffusione delle organizzazioni criminali e mafiose a livello globale, lo sfruttamento della prostituzione, il traffico d’organi e così via. Tutti temi sui quali più volte papa Francesco ha richiamato l’attenzione della comunità internazionale, anche intervenendo al Palazzo di vetro delle Nazioni Unite a New York lo scorso settembre.

Nel testo che accompagna la convocazione del summit da parte dell’Accademia vaticana, monsignor Marcelo Sanchez Sorondo, Cancelliere dell’istituzione, spiega: «La società globale che cerca il profitto su ogni cosa e che produce la cultura dello scarto, come è stato denunciato da papa Francesco nell’ ‘Evangeli gaudium’ e nella ‘Laudato sì’, ha generato un numero infinito di emarginati e di esclusi». «In un mondo basato sul puro profitto – aggiunge – il prodotto interno lordo mondiale dichiarato, include i guadagni ‘informali’ ottenuti dalle organizzazioni mafiose internazionali e dal crimine organizzato, le quali si stima che rappresentino al 10% del pil globale». Si tratta di risorse che – si afferma di seguito – per quanto alcuni Paesi abbiano affermato in via ufficiale di non riconoscere, sono comunque state considerate nel calcolo del loro prodotto interno lordo.

«E’ ormai noto – scrive ancora Sorondo – che 40 milioni di persone soffrono a causa delle nuove forme di schiavitù e per la tratta delle persone», che comprende diverse categorie quali «il lavoro forzato, la prostituzione, la vendita di organi, il narcotraffico. Allo stesso tempo, come conseguenze delle guerre, del terrorismo e del cambiamento climatico, ci sono 60 milioni di sfollati e 130 milioni di rifugiati che rappresentano il brodo di coltura dei trafficanti. Le istituzioni e il sistema internazionale, non possiedono per ora gli strumenti giuridici adeguati per affrontare la sfida dell’indifferenza globale di fronte ai problemi gravi appena indicati. Nel frattempo il narcotraffico e le mafie si approfittano di queste lacune di governance e di legislazione internazionale, per utilizzare su un piano globale “le strutture di peccato” nazionali e internazionali, assai efficaci, e in tal modo guadagnare denaro rendendo schiavi i più vulnerabili».

Nella società globale, rileva ancora monsignor Sanchez Sorondo, dobbiamo ricominciare dalla giustizia «Nessuna istanza di giustizia – afferma – può tollerare la violenza della schiavitù né del crimine organizzato, e nessun potere deve corrompere la giustizia. I giudici sono chiamati a prendere pienamente coscienza di questa sfida, a condividere le loro esperienze e a lavorare insieme per aprire nuovi cammini di giustizia e promuovere la dignità umana, la libertà, la responsabilità, la felicità e la pace».

Ad aprire i lavori sarà lo stesso Cancelliere della Pontificia accademia delle scienze sociali, dopo di lui, fra gli altri, la presidente dell’istituzione, Margaret Archer, quindi l’economista Jeffrey Sachs, esperto delle Nazioni Unite sui temi del traffico di esseri umani e di droga, nonché in sintonia con il papa sui temi ambientali. Con loro prenderà la parola anche Gustavo Vera, argentino come Sorondo e amico di Bergoglio, capo della fondazione Alameda impegnata proprio nel contrasto del lavoro schiavo, dello sfruttamento minorile e del narcotraffico, inoltre Vera rappresenta il movimento «Bene Comune» nell’amministrazione della città di Buenos Aires. La componente argentina presente all’incontro, del resto, è particolarmente folta: una ventina fra giudici e procuratori arriveranno in Vaticano guidati da Ricardo Lorenzetti, presidente della Corte Suprema argentina il quale affronterà il tema del ruolo avuto dalla Corte Suprema nel contrastare il narcotraffico.

Nei giorni scorsi, inoltre, il 26 maggio per la precisione, monsignor Sanchez Sorondo e Gustavo Vera, hanno incontrato a Madrid la sindaca della capitale spagnola Manuela Carmena, eletta un anno fa in una lista dell’area del movimento Podemos, per parlare dei problemi relativi ai migranti e ai rifugiati: Ma scopo del colloquio era soprattutto quello di mettere a punto iniziative accademiche internazionali sulla questione delle migrazioni forzate e dei rifugiati con l’obiettivo di raggiungere un consenso di fondo sui principi umanitari descritti nell’enciclica ‘Laudato sì’.
 

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