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Sgombero e rabbia a Ventimiglia Il vescovo offre gli spazi del seminario

Vatican Insider - pubblicato il 30/05/16

Saltano i picchetti e le tende viola e blu finiscono nei sacchi e nei borsoni. Scade all’una l’ordinanza del sindaco Enrico Ioculano, quella che sfratta dalle sponde del fiume Roja i duecento migranti accampati ormai da tre settimane. Due i loro obiettivi: non farsi identificare, per non esser costretti a rimanere in Italia, e varcare il confine con la Francia. Loro se ne vanno, ma non lontano. «Non cerchiamo lo scontro con la polizia – rivela Ahmed, vent’anni, sudanese, uno dei pochi che spiccica qualche parola d’italiano – ma non sappiamo dove andare e non ce ne andremo».  

Un’ora dopo è in riva al mare il nuovo accampamento. C’è chi improvvisa una partitella, chi gioca a tennis, chi ascolta la tromba suonata da un ragazzo italiano. «Ho già provato quattro volte ad andare in Francia – rivela un giovane eritreo – se serve continuerò all’infinito».  

Il risultato della giornata è spiazzante. Come se una macchina del tempo avesse riportato il calendario a un anno fa. Alla crisi dei migranti sugli scogli, ai cento giorni dell’accampamento ai Balzi Rossi, davanti alle divise schierate sul confine costiero di San Ludovico.  

Arriva la sera e la tensione torna a salire. Lo sgombero è atteso, imminente. Alcuni stranieri decidono di spostarsi ancora. Vanno verso Camporosso, verso la foce di un altro fiume, il Nervia, a un chilometro di distanza. Un secondo gruppo di immigrati e No Borders si dirige verso la chiesa di San Nicola da Tolentino. Ma quando una ragazza cerca di entrare in chiesa, il sacerdote chiude la porta. E’ un gruppo numeroso quello che si raccoglie nei giardini davanti alla parrocchia. Un giovane tenta di scardinare una finestra. Arrivano i carabinieri, allontanano tutti Ma dietro le quinte, va in scena una trattativa, che fino all’ultimo cerca di evitare la soluzione di forza. Il vescovo di Ventimiglia Antonio Suetta, il sacerdote che risolse l’anno scorso la crisi dei migranti sugli scogli, è di nuovo in campo. Offre una soluzione di mediazione: una tendopoli nel seminario.  

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