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Spiritualità
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L’idea di normalità e spontaneità: l’equivoco più grande…nella fede

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Public Domain

don Fabrizio Centofanti - pubblicato il 30/05/16

L’equivoco più grande, nella fede, è quello relativo all’idea di normalità e spontaneità. Tutti vorremmo essere spontanei, rispondere con immediatezza agli stimoli provenienti dall’esterno, eliminare ogni genere di filtro o intralcio nella parola e nell’azione. Il problema è che questa normalità spontanea non esiste: è l’illusione che la nostra natura sia rivolta senza ostacoli al bene, che dispieghi le energie interiori ed esteriori senza interruzioni o deviazioni. Così pensa certa pseudo-teologia contemporanea, che cancella con un colpo di spugna il peccato originale, come se, per salvarci, non fossero più necessarie la morte e risurrezione di Gesù.

La natura è inquinata dall’esercizio errato della libertà, dal cedimento di fronte alle tentazioni del maligno, dal peccato che è morte, nonostante la nota menzogna del demonio: “non morirete affatto”.

E invece di peccato si muore, i meccanismi si inceppano, la comunicazione del bene non è più immediata o naturale, i dialoghi e le relazioni si rivelano inficiati da ferite e incomprensioni, la convivenza umana è quella che ogni giorno tocchiamo con mano e che finisce – nei suoi aspetti più drammatici – nelle cronache nere dei telegiornali.

Ecco, allora, la grande verità: lo spirito non è immediato, come l’istinto, che fallisce perché contaminato dagli effetti del peccato originale. Per riconquistare la normalità dobbiamo compiere un salto, un atto di quella fiducia che spesso neghiamo al Signore, mal consigliati e portati fuori strada dal principe della menzogna. Solo se arriviamo a dichiarare, con la vita, la fede nel Progetto originario, approdiamo nuovamente alla normalità voluta dal Creatore, alla spontaneità che è il flusso vitale dello spirito.

“Siate santi perché io sono santo”, dice Dio: la santità è la normalità pensata dal Signore per l’uomo e per il mondo. Il santo non è un marziano, ma colui che fa rivivere il Progetto iniziale, gustando il sapore della vita eterna, o meglio definitiva, che comincia qui per chi ha il coraggio di compiere il salto della fede, di rendere operante la sua fiducia in Dio.

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