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Le parole che non ho detto al matrimonio di mia figlia

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Oleg Baliuk/Shutterstock

Tom Hoopes - pubblicato il 30/05/16

Non proprio quelle appropriate a una festa, ma comunque vere: “Preparatevi a gioie intense seguite da intensi dolori”

Per il matrimonio della mia figlia più grande, venerdì, mi sono seduto a scrivere qualche breve considerazione in quanto padre della sposa. È uscito fuori questo… e allora ho ricominciato daccapo e sono stato un po’ più “leggero”, ma a Cecilia è piaciuta l’idea di condividere qui la versione originale.

Cecilia, so cosa puoi aspettarti dal tuo matrimonio.

Intense gioie seguite rapidamente da intensi dolori – euforia e rabbia, profondo conforto e irritazione madornale. Sarai portata al limite e vorrai disperatamente porre fine a tutto. Il suo fascino fanciullesco diventerà immaturità irresponsabile. Il tuo fascino calmo diventerà enigmaticità esasperante. Le sorgenti del vostro amore diventeranno piscine bassissime. Arriveranno le discussioni e sembrerà che tutto – gioia, pace, felicità, il futuro – sia in gioco ogni volta.

Ma se tieni duro – e prego Dio che tu lo faccia (prego ogni giorno che voi ragazzi teniate duro) –, se tenete duro, scoprirete le splendide cose che seguono la prima fase del matrimonio. Le irritazioni rimarranno, ma diventeranno un rumore di secondo piano. Prevarrà la gioia – la gioia possibile solo a chi ha dedicato la propria vita a qualcun altro e ha spazzato via l’egoismo con ogni grammo del suo essere. Le discussioni ci saranno comunque, ma sarà in gioco molto meno. A sopraffarvi non sarà la rabbia, ma la pace e la gratitudine per ciò che vi è stato dato.

Tu e Ryan ora siete innamorati – veramente innamorati. Non ne dubito. E non dubito che il vostro amore un giorno eclisserà qualsiasi amore io abbia mai avuto. Ma per ora non è così. Non è più grande dell’amore che provo per tua madre. Non ancora.

Ora vi amate abbastanza da offrire la vostra vita al sogno di ciò che può diventare. In seguito dovrete continuare a offrire il vostro amore alla realtà molto meno elevata di quello che sarà davvero la vostra vita.

Oggi vedete il meglio l’una nell’altro, e ignorate rapidamente gli aspetti negativi. In seguito, il peggio di voi avrà definito molte ore e molti giorni della vostra vita, forse mesi e anni, e vi amerete nonostante questo, e insieme farete ciò che è meglio in modo molto più idoneo di quanto fate ora. La vostra delusione nei confronti l’uno dell’altra diventerà fonte di perdono. La vostra gioia diventerà più realistica – più sottile e più profonda.

Oggi Dio vi ha dato una brillante visione di quello che vale davvero il vostro coniuge, e voi state offrendo la vostra vita a quella visione. In seguito, Egli toglierà il luccichio e vi chiederà di offrire comunque la vostra vita.

E se lo farete, sarete più felici di quanto potete immaginare ora.

Può sembrare difficile, persino impossibile, legarsi per tutta la vita a un essere umano”, dice il Catechismo. Ma Cristo rimane con gli sposi, “dà loro la forza di seguirlo prendendo su di sé la propria croce, di rialzarsi dopo le loro cadute, di perdonarsi vicendevolmente, di portare gli uni i pesi degli altri, di essere ‘sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo’ e di amarsi di un amore soprannaturale, tenero e fecondo”.

Il matrimonio è come scalare una montagna estremamente ripida, in cui si lotta lungo il pendio e si arriva stanchi e sfiniti a rendersi conto che c’è ancora il doppio da percorrere.

È molto pesante, a meno che non si faccia una cosa: distogliere lo sguardo dalla montagna. Assumete il punto di osservazione unico che vi è stato donato. Sotto, nella valle, vedrete la vita di chi vi ha modellato e di coloro che voi stessi avete modellato, e davanti a voi vedrete la bellezza che vi chiama.

E allora l’ascesa della montagna sarà solo una conquista di vette ancora più alte.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Tags:
matrimonio
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