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È morto Capovilla, fu segretario di papa Giovanni XXIII

Vatican Insider - pubblicato il 26/05/16

È morto oggi a Bergamo il cardinale Loris Francesco Capovilla, già segretario particolare di papa san Giovanni XXIII. L’Arcivescovo aveva 100 anni, compiuti il 14 ottobre scorso. Dal 15 aprile era il più anziano vescovo d’Italia e il quarto del mondo. Creato cardinale da papa Francesco il 22 febbraio 2014, aveva il titolo presbiterale di Santa Maria in Trastevere. 

Il Porporato era ricoverato presso la clinica Palazzolo di Bergamo. 

Nato a Pontelongo, in provincia di Padova, era stato ordinato sacerdote il 23 maggio 1940. Per dieci anni, dal 15 marzo 1953 al 3 giugno 1963, è stato Segretario particolare di Angelo Giuseppe Roncalli, prima quando questi era patriarca di Venezia e poi durante il papato di Giovanni XXIII. Nel 1967 il beato papa Paolo VI lo ha nominato Arcivescovo di Chieti e Amministratore perpetuo della diocesi di Vasto (oggi arcidiocesi di Chieti-Vasto); riceve la consacrazione episcopale il successivo 16 luglio, nella basilica di San Pietro in Vaticano, dallo stesso Pontefice; nel 1971 viene scelto come Prelato di Loreto e Delegato pontificio per il santuario lauretano.  

Dal 10 dicembre 1988 viveva a Sotto il Monte Giovanni XXIII, paese d’origine di Angelo Roncalli.  

I cento anni Capovilla aveva scelto di festeggiarli insieme con i profughi ospitati a Sotto il Monte (Bergamo).

Giovanni XXIII è stato il primo papa che la televisione mostra immediatamente a tutto il mondo. Questione di minuti, e il suo volto diventa immagine di famiglia in milioni di case. E per la prima volta gira il mondo anche il nome del suo luogo d’origine: Sotto il Monte, provincia di Bergamo, così chiamato perché si trova «alle radici del monte Cauto», su una riva del fiume Adda.  

In Vaticano, attorno a Giovanni, Pontefice da poche ore, è ancora tutto uno scontrarsi di emozioni tra gli addetti alla sua persona, dopo l’apparizione sulla loggia centrale di San Pietro e la prima benedizione. Il nuovo Successore di San Pietro ha fatto chiamare il giovane don Loris Capovilla, venuto con lui al Conclave da Venezia. E a Venezia si erano incontrati nell’anno 1950, quando monsignor Roncalli, allora nunzio pontificio a Parigi, era venuto per una commemorazione; mentre don Loris, già appartenente al clero veneziano, si occupava di comunicazione e di attività giovanili. Poi, nel gennaio 1953, don Loris lo rivide alla nunziatura di Parigi, con una delegazione del clero veneziano, che incontrava per la prima volta Angelo Roncalli appena nominato patriarca, succedendo al cardinale Domenico Agostini. E in quell’occasione Roncalli chiamò don Capovilla a lavorare nella «équipe» del patriarcato veneziano, a partire dal marzo 1953. 

Ora, lì in Vaticano dopo l’elezione, Giovanni XXIII Roncalli fa chiamare il suo Segretario di Venezia e gli dice: «Tra di noi non cambia nulla; ma qui ci sono esigenze diverse rispetto a Venezia. Siamo al centro della cattolicità, molte cose cambieranno la nostra vita». Tanti anni dopo Capovilla ricorderà, nel libro intervista «Giovanni XXIII nel ricordo del segretario» a cura di Marco Roncalli (edizioni San Paolo): «Lo rivedo, quella sera, camminare avanti e indietro col suo rosario tra le mani, mentre io, un po’ smarrito, sopraffatto da mille pensieri, non riuscivo a raccapezzarmi in quella situazione nuova e imprevista».  

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