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Il dono di un “samaritano del mare” che ha commosso il pontefice

Cortesia per Aleteia di Oscar Camps
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Il soccorritore Óscar Camps dice al papa che a Lesbo gli è stata nascosta parte della realtà

Papa Francesco ha ricevuto il giubbotto salvagente di una bambina siriana di 6 anni morta nel mar Egeo insieme alla sua famiglia. Lo ha portato in Piazza San Pietro Óscar Camps, rappresentante dell’associazione spagnola Proactiva open arms, che sta soccorrendo i rifugiati davanti alle coste dell’isola greca di Lesbo.

“Il papa era consapevole della situazione a Lesbo, sapeva del nostro lavoro e ci ha incoraggiati a proseguire”, ha spiegato Camps dopo l’udienza generale di questo mercoledì 26 maggio in Piazza San Pietro.

L’immagine del corpo del piccolo Aylan ha commosso tutto il mondo, ma in ciascuna delle innumerevoli scialuppe o imbarcazioni di fortuna che non cessano di arrivare sulle coste di Lesbo ci sono decine di bambini come lui.

Camps, testimone diretto di questo olocausto di innocenti, ha consegnato al papa anche una lettera con un riassunto di ciò che ha visto e lo ha sollecitato ad andare a Bruxelles, sede dell’Unione Europea, per “fare la stessa cosa che ha fatto a Lesbo”.

Il simbolo del salvagente

Intervistato da Aleteia, Camps, 53 anni, ha affermato che il giubbotto salvagente è un omaggio “a questa realtà che sicuramente è stata evitata nella versione ufficiale che i politici hanno dato al papa durante la sua visita (a Lesbo)”.

“Gli abbiamo potuto mostrare e dire che era di una bambina siriana di sei anni morta affogata con il resto della sua famiglia. Non siamo arrivati in tempo. Abbiamo chiesto al pontefice di continuare ad appoggiare questa causa e di recarsi se possibile un giorno a Bruxelles per convincere i politici”, ha dichiarato.

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