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Maria, Rut, Ester: ecco le “avvocatesse” della misericordia

Blessed Virgin Mary © Nancy Bauer / Shutterstock.com
<a href="http://www.shutterstock.com/pic.mhtml?id=154303703&src=id" target="_blank" />Blessed Virgin Mary</a> © Nancy Bauer / Shutterstock.com
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Tre esempi di donne che con i loro gesti hanno offerte prove tangibili di cosa significhi la misericordia

«Ponete fine ai lamenti! Io mi farò avvocata presso mio Figlio… Non vi tormentate più, eliminate ogni paura: andrò io, piena di grazia, da lui a parlargli».

Si rivolge così Maria ad Adamo ed Eva nel secondo degli “Inni sul Natale” del grande poeta siro-bizantino Romano il Melode (VI sec.), scrive il cardinale Gianfranco Ravasi su Famiglia Cristiana (20 maggio)

La madre di Cristo è raffigurata come colei che intercede, l’“avvocata” dell’umanità sofferente e peccatrice. Ma come manifesta praticamente questo suo agire misericordioso?

MARIA, RINNOVATA IN CRISTO

Lo manifesta quando accorre ad aiutare Elisabetta, la sua cugina anziana in attesa di Giovanni Battista. Ma non basta, come scrive sul suo blog il passionista Padre Antonio Rungi. Eccola attenta ai guai degli sposi a Cana in un momento in cui difficilmente altri si sarebbero accorti del loro disagio.

Soprattutto qui Maria esprime la misericordia come un fatto di quotidianità e la esprime come un possibile tipico atteggiamento della donna continuamente rinnovata in Cristo. Lo Spirito Santo aveva formato in lei la natura umana del Cristo, legandola al Figlio con i più intimi legami del sangue, dell’anima e, appunto di Se stesso: Spirito Vivificante.

ESTER, SALVEZZA PER GLI EBREI

Spesso la tradizione ha delineato questo profilo mariano modellandolo sulla storia di un’eroina anticotestamentaria, l’ebrea Ester, la cui vicenda è narrata dall’omonimo libro biblico.

Il libro di Ester, evidenzia il cardinale Ravasi, ha come sfondo la corte persiana del re Assuero, cioè Serse, morto nel 465 a.C.

Orfana dei genitori, Ester era stata adottata dallo zio Mardocheo. Entrambi diverranno strumenti di salvezza nei confronti del loro popolo sottoposto al rischio dello sterminio a causa delle macchinazioni ostili di un ministro del re di Persia, Aman.

NELL’HAREM DEL RE

L’editto reale di sterminio degli Ebrei, da mettere in esecuzione in una data determinata con il ricorso alle “sorti” (purim), è alla fine cancellato per intercessione di Ester, la stupenda ebrea che Assuero aveva posto al vertice del suo harem, scalzandovi Vasti, la prima moglie.

L’intercessione decisiva di Ester, che fiorisce dall’amore misericordioso per il suo popolo, è stata applicata liberamente dal cristianesimo a Maria

RUT, “SPALLA” DELLA SUOCERA

“Avvocatessa” di misericordia si può considerare anche Rut, come raccontano Antonella Anghinoni e Elide Siviero in Donne di Dio – Scorci biblici” (San Paolo). Rut, presto vedova, decide di trascorrere la sua vita accanto a Noemi, sua suocera, anche lei vedova e anziana. Sceglie così di condividere con lei la difficile situazione della solitudine. Noemi parte e Rut è sempre con lei: fedelmente attaccata alla suocera. La segue anche quando Noemi decide di tornare a Betlemme, la sua città, mentre Rut era originaria di un villaggio lungo il Mar Morto.

RISCHIANDO LA PROPRIA VITA

Rut diventa il simbolo di chi vuole seguire il Signore anche a costo della vita. Infatti sceglie di accompagnare la suocera e di restarle accanto con una promessa solenne. Abbandona il suo luogo natio, una situazione confortevole e sicura, per andare in terra straniera dimostrando così di avere una speranza per il futuro che va oltre le reali possibilità umane.

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