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E’ davvero possibile l’istituzione delle diaconesse?

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Militello: dibattito ancora inficiato da pregiudizi. Vitali: ok, ma solo se ad ministerium

Papa Francesco ha detto di voler riprendere lo studio sul diaconato femminile nella Chiesa primitiva. Ne ha parlato durante l’udienza all’Unione internazionale Superiore generali (Uisg), ricevute in Vaticano (Aleteia, 12 maggio).

Secondo una tradizione antichissima, scrive Vatican Insider (12 maggio), il diacono in realtà veniva ordinato «non al sacerdozio, ma al ministero». Esistono alcune testimonianze della storia sulla presenza di diaconesse, sia nella Chiesa occidentale che orientale. Le testimonianze fanno riferimento anche a riti liturgici di ordinazione. Il punto da approfondire è che tipo di figure ministeriali fossero, quali erano i ruoli che svolgevano all’interno della comunità. La posizione del magistero, che considera il diaconato come il primo grado del ministero ordinato, lo riserva soltanto agli uomini esattamente come avviene per gli altri due gradi, il presbiterato e l’episcopato.

Con l’annuncio di voler istituire una commissione di studio sul diaconato femminile nella Chiesa primitiva, Francesco vuole verificare se e come attualizzare quella forma di servizio.

LA CHIESA PRIMITIVA

«Notizie sicure di un diaconato femminile organizzato – premette monsignor Enrico dal Covolo, rettore della Pontificia Università Lateranense in “Laici e Laicità nei primi secoli della Chiesa” – si hanno solo per l’Oriente. La Didascalia degli Apostoli parla infatti delle diaconesse, assegnando loro un ruolo chiaramente subordinato ai vescovi, ai presbiteri e ai diaconi. Di fatto neppure in Oriente le diaconesse potevano aspirare a funzioni gerarchiche, rientrando piuttosto le loro competenze in servizi di tipo ausiliario, a supporto assistenziale e organizzativo delle comunità».

Quanto alle Chiese occidentali, «il diaconato delle donne resta praticamente ignorato, mentre, come già si è visto, il gruppo delle vedove assolve gli uffici delle diaconesse, e occupa un posto di particolare rilievo tra la fine del II e la prima metà del III secolo».

Intanto il documento che inquadra storicamente la presenza delle diaconesse è Il diaconato Evoluzioni e prospettive (2003) (IV capitolo “Il ministero delle diaconesse” in epoca apostolica) a cura della Commissione Teologica Internazionale.

IL MINISTERO DIACONALE

Cettina Militello, docente di Ecclesiologia e Teologia presso diverse Facoltà ecclesiastiche, premette ad Aleteia che «il solo percorso storico – la Commissione Teologica Internazionale lo disegna puntualmente – non basta a sciogliere la questione perché, al femminile come al maschile, bisogna prima stabilire cosa sta dietro a termini “ministeriali” che solo progressivamente hanno assunto, e lentamente, il significato che oggi loro attribuiamo».


LEGGI ANCHE: Cosa ci dice la ricerca storica sul diaconato femminile?



LE RADICI DELLA DISCRIMINAZIONE

Di certo, prosegue la teologa, «nel Nuovo Testamento c’è un solo ministero: la diaconia, ossia il “Servizio” di cui si fa segno Gesù nella lavanda dei piedi. Il resto appartiene alla “evoluzione” via via più mirata che le Chiese danno della diaconia. Nel servizio – che poi è traduzione del “carisma”, ossia del dono ricevuto dall’Alto per l’utilità comune – troviamo accomunati uomini e donne; come del resto uomini e donne stavano alla sequela di Gesù, e gli studi recenti confermano. Come ciò diventi potere e discriminazione è difficile capire. La Chiesa vive nella storia e ne assimila i contesti. Solo questo spiega l’erosione, sino a smentire il termine stesso servizio».

LE PRIME DIACONESSE

Nelle comunità apostoliche, evidenzia Militello, «sono presenti diverse donne, delle quali si indicano compiti che, se fossero stati esercitati da uomini, non si avrebbe difficoltà a riconoscere “ministero”. Certo, c’è anche l’imposizione delle mani, ma, forse, solo a partire dalle Lettere pastorali possiamo leggerla come una sorta di anticipazione di celebrazioni rituali vere e proprie con le quali poi si sarà istituiti o ordinati. Ad esempio nel capitolo 16 della Lettera ai Romani troviamo Febe, he diakonos (diaconessa) della Chiesa di Cencre, indicata anche come prostátis (che ha protetto), e si dice kopiôsas (che hanno faticato) di Maria, Trifena e Trifosa, e di Perside. Per non parlare di Giunia detta “apostolo insigne”! Comunque sia, nella Chiesa antica «è largamente attestata la presenza delle diaconesse, soprattutto in Oriente».

FUNZIONI IN COMUNE

La testimonianza liturgica relativa al rito di ordinazione «non distingue molto tra uomini e donne – aggiunge la teologa – stessa preghiera epicletica, stesso luogo (il bema), stesse consegne (stola e calice)».

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