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Ratzinger: il Terzo Segreto di Fatima è stato interamente pubblicato

© OSSERVATORE ROMANO / AFP
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Il Papa emerito, Benedetto XVI, interviene per parlare del Terzo Segreto di Fatima e ribadisce che è stato interamente pubblicato. La comunicazione da parte di Joseph Ratzinger arriva attraverso un comunicato della sala stampa vaticana. Alcuni articoli apparsi recentemente avevano infatti riportato dichiarazioni attribuite al professor Ingo Dollinger, secondo cui Ratzinger, dopo la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima (avvenuta nel giugno 2000), gli avrebbe confidato che tale pubblicazione non è stata completa.

A tale proposito, il Papa emerito Benedetto XVI comunica – si legge nel Bollettino della Santa Sede – «di non aver mai parlato col prof. Dollinger circa Fatima», afferma chiaramente che le esternazioni attribuite al professor Dollinger su questo tema «sono pure invenzioni, assolutamente non vere» e conferma decisamente: «la pubblicazione del Terzo Segreto di Fatima è completa».

E dal canto suo il Papa emerito Benedetto XVI «sta bene» anche se debbono essere considerati i suoi 89 anni. «Prega, ama studiare e leggere, si dedica alla corrispondenza, cammina per il rosario nei giardini vaticani, riceve visite». Lo riferisce il segretario, monsignor George Gaenswein, a margine della presentazione di un libro sul pontificato di Joseph Ratzinger alla Gregoriana.

«Si potrà vederlo tra non molto», ha aggiunto. Il 29 giugno Ratzinger compie 65 anni di sacerdozio. «Vedremo che cosa si riuscirà ad organizzare. È un’occasione oggettiva che fa sperare di poterlo vedere e di dimostrare – ha aggiunto Gaenswein scherzando – che la mia frase sulla candela era stupida».

Ad un settimanale italiano infatti il segretario del Papa emerito aveva detto che Benedetto è come una candela che si sta spegnendo piano piano. «Non sapevo che in italiano potesse avere un significato negativo. Dire che è come una candela significa che la forza della sua luce è la stessa», ha spiegato.

Il Papa emerito «è sereno, è in pace con il Signore, con sé stesso e con il mondo», ha aggiunto mons. Gaenswein. Continua a ricevere persone ma negli ultimi tempi ha dovuto rallentare il flusso delle visite «perché ogni giorno arrivano tantissime lettere da leggere e troppi libri, anche manoscritti».

Parlando della situazione dopo le dimissioni Gaenswein, nel corso della presentazione del libro alla Gregoriana di don Roberto Regoli, ha detto che «c’è un unico Papa ma due successori di Pietro viventi, non in un rapporto concorrenziale ma entrambi con una presenza straordinaria».

Ha anche ripercorso il momento in cui fu eletto pontefice: «Posso essere un superteste: mai, mai, negli anni precedenti aveva premuto per essere al più alto posto della Chiesa cattolica. E infatti lui stesso confidò che quando capì che stava per essere eletto fu uno choc».

Tra le cose che più lo addolorarono negli ultimi anni da Papa «non furono tanto gli attacchi malevoli quanto il tragico incidente nel quale morì Manuela Camagni, una delle Memores Domini» che lo assistevano, nel 2010. «Soffrì anche per il tradimento di Paolo Gabriele ma, lo ribadisco ancora una volta, non si è dimesso a causa del povero e malguidato assistente di camera né per i Vatileaks. Nessun traditore, o corvo, o qualsivoglia giornalista, avrebbe potuto spingerlo alle dimissioni. Era uno scandalo troppo piccolo rispetto a una decisione così grande».

E allora Gaenswein ricorda che proprio Ratzinger spiegò, fin dal primo momento, che la decisione delle dimissione era stata presa perché «consapevole che venivano meno le forze necessarie per un compito cosi gravoso».

E per il Prefetto della Casa Pontificia «oggi non ci sono due Papi ma un ministero allargato con un membro attivo e un membro contemplativo. È come se Benedetto XVI avesse fatto un passo `di lato´ per fare spazio al successore e a una nuova tappa del papato che continua a sostenere con la sua preghiera», lì stesso dove è Papa Francesco, «nei giardini vaticani».

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