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Cosa ci dice la ricerca storica sul diaconato femminile?

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La presenza di diaconesse è ancora attestata a Roma alla fine del secolo VIII. Mentre gli antichi rituali romani ignoravano le diaconesse, il sacramentario Hadrianum, inviato dal Papa a Carlomagno e da questi diffuso in tutto il mondo franco, contiene una Oratio ad diaconam faciendam. Si tratta in realtà di una benedizione posta in appendice tra altri riti di prima istituzione. I testi carolingi faranno sovente l’amalgama tra diaconesse e badesse. Il Concilio di Parigi dell’829 vieta, in genere, alle donne ogni funzione liturgica [32]. Le Decretali pseudo-isidoriane non menzionano le diaconesse. Un Pontificale bavarese della prima metà del IX secolo pure le ignora33. Un secolo dopo, nel Pontificale romano-germanico di Magonza, si ritrova, posta dopo l’ordinatio abbatissae, tra la consecratio virginum e la consecratio viduarum, la preghiera Ad diaconam faciendam. Non si tratta qui, di nuovo, che di una benedizione accompagnata dalla consegna della stola e del velo da parte del vescovo, dell’anello nuziale e della corona. Come le vedove, la diaconessa promette la continenza; è l’ultima menzione della «diaconessa» nei rituali latini. Infatti, il Pontificale di Guillaume Durand, della fine del XIII secolo, non parla più delle diaconesse se non al passato [34]. Nel Medioevo, le religiose ospedaliere e insegnanti svolgevano di fatto funzioni di diaconi a senza essere per ciò stesso ordinate in vista di tale ministero. Il titolo, senza corrispondere a un ministero, rimane attribuito a donne che sono istituite vedove o badesse. Sino al secolo XIII, alcune badesse sono talora chiamate diaconesse.

IL DIACONATO, ESPRESSIONE DEL SERVIZIO NELLA CHIESA

II testo del documento della Commissione Teologica Internazionale (CTI) su Il diaconato: evoluzione e prospettive (cfr Civ. Catt. 2003 I 253-336), come si legge nella «Nota preliminare», è frutto di un lavoro decennale di due Sottocommissioni e della revisione della Commissione in seduta plenaria.

Circa il ministero delle diaconesse, l’ultima sezione del cap. II afferma che «è veramente esistito un ministero di diaconesse che si è sviluppato in maniera diseguale nelle diverse parti della Chiesa. Sembra evidente che tale ministero non era inteso come il semplice equivalente femminile del diaconato maschile. Si tratta per lo meno di una funzione ecclesiale, esercitata da donne, talvolta menzionata prima del suddiacono nella lista dei ministeri della Chiesa. Tale ministero era conferito con un’imposizione delle mani paragonabile a quella con cui erano conferiti l’episcopato, il presbiterato e il diaconato maschile? Il testo delle Costituzioni apostoliche lo lascerebbe pensare, ma si tratta di una testimonianza quasi unica, e la sua interpretazione è oggetto di intense discussioni. L’imposizione delle mani sulle diaconesse deve essere equiparata a quella compiuta sui diaconi o si situa piuttosto nella linea dell’imposizione delle mani fatta sul suddiacono e sul lettore? E difficile diri-mere la questione partendo dai soli dati storici».

Circa le diaconesse il documento fa un rapido accenno nella conclusione, rimandando al discernimento del Magistero un pronunciamento sull’intera questione: «Per quel che riguarda l’ordinazione delle donne al diaconato, conviene notare due indicazioni importanti che emergono da quanto è stato sin qui esposto: 1) le diaconesse di cui si fa menzione nella Tradizione della Chiesa primitiva — secondo ciò che suggeriscono il rito di istituzione e le funzioni esercitate — non sono puramente e semplicemente assimilabili ai diaconi; 2) l’unità del sacramento dell’Ordine, nella chiara distinzione tra i ministeri del vescovo e dei presbiteri da una parte, e il ministero diaconale dall’altra, è fortemente sottolineata dalla Tradizione ecclesiale, soprattutto nella dottrina del Concilio Vaticano II e nell’insegnamento postconciliare del Magistero. Alla luce di tali elementi posti in evidenza dalla presente ricerca storico-teologica, spetterà al ministero di discernimento che il Signore ha stabilito nella sua Chiesa pronunciarsi con autorità sulla questione».

E il documento così si conclude: «Al di là di tutti i problemi che solleva il diaconato, è bene ricordare che dopo il Concilio Vaticano II la presenza attiva di questo ministero nella vita della Chiesa suscita, in memoria dell’esempio di Cristo, una coscienza più viva del valore del servizio per la vita cristiana».

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