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I 7 vantaggi della tonaca

Companhia de Jesus
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Un sacerdote testimonia l'impatto che esercita la tonaca come simbolo di consacrazione a Dio

Il sacerdote spagnolo Jaime Tovar Patrón è stato colonnello cappellano e ha compiuto importanti missioni nel Vicariato  Castrense. Grande oratore, è stato anche storico del sacerdozio castrense e ha scritto il libro Los Curas de la Cruzada, sui sacerdoti che hanno rischiato eroicamente la propria vita per portare avanti la loro opera pastorale durante la Guerra Civile spagnola, iniziata nel 1936. Sacerdoti, religiosi e religiose furono tra le vittime preferite di questo capitolo sanguinoso della storia della Chiesa in Spagna. Padre Jaime è morto nel gennaio 2004.

Nel testo che riportiamo, ricorda l’importanza dell’“uniforme sacerdotale”, la tonaca o abito talare, il cui impatto sulla società è così grande che molti regimi anticristiani l’hanno proibita espressamente. L’uso della tonaca, tradizione antichissima, è stato dimenticato e perfino disprezzato negli ultimi decenni, ma ciò non vuol dire che la tonaca abbia perso la sua forza come testimonianza di consacrazione e appartenenza a Dio e non al mondo.

1a – PROMEMORIA COSTANTE DEL SACERDOTE

Sicuramente una volta ricevuto l’Ordine sacerdotale non si dimentica facilmente, ma un promemoria non fa mai male: qualcosa di visibile, un simbolo costante, una sveglia silenziosa, un segnale o una bandiera. Chi va vestito in modo secolare è uno tra i tanti, chi indossa la tonaca no. È un sacerdote ed è lui la prima persona a rendersene conto. Non può rimanere neutrale, l’abito lo denuncia. O diventa un martire o un traditore, se se ne presenta l’occasione. Quello che non può fare è restare nell’anonimato, come una persona qualunque. Non c’è impegno quando a livello esteriore nulla dice cosa si è. Quando si disprezza l’uniforme, si disprezza la categoria o la classe che questa rappresenta.

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