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3 fra le immagini più antiche di Cristo

Foto di DeAgostini/Getty Images
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Da Roma al Monte Sinai, l'iconografia cristiana dei primi secoli del cristianesimo è sorprendentemente diversa

Sebbene nessuno dei quattro vangeli descriva Gesù in modo dettagliato, la tradizione cristiana ha avuto, sin dal suo inizio, diversi modelli iconografici di rappresentazione. Dal cosiddetto Cristo Alessandrino – più vicino al classico modello statuario greco, giovane e imberbe – al Cristo Siriaco, dai capelli lunghi con una riga in mezzo e la barba, tendente all’impostazione estetica degli imperatori bizantini, il cristianesimo ha riconosciuto nell’immagine non solo un elemento culturale e liturgico, ma anche uno strumento di evangelizzazione in un mondo in cui la conoscenza e la capacità di scrittura non sono stati dei tratti così diffusi come si potrebbe supporre. Qui abbiamo voluto condividere tre delle immagini più antiche del cristianesimo, che sono di testimonianza della sua presenza in diverse latitudini e tradizioni.

1. Il graffito di Alessameno, o “graffito blasfemo”:

En ella se ve a una persona frente a un crucificado con cabeza de asno, junto a la inscripción “Alexámenos adorando a su dios”.
Si può notare una persona di fronte a un crocifisso con volto di asino. L’iscrizione recita: “Alessameno adora il suo dio”.

Probabilmente è l’immagine riferita a Gesù più antica al mondo. Tuttavia non è esattamente un’immagine di culto, ma piuttosto un’iscrizione su un muro di gesso, a Roma, che ridicolizza sia i cristiani che Gesù stesso. In essa si può notare una persona di fronte a un crocifisso con volto di asino. L’iscrizione recita: “Alessameno adora il suo dio”. Essendo la crocifissione il castigo riservato ai peggiori criminali (fino al secolo IV, quando Costantino ha abolito la pratica), si intende che la testa di asino vuole rendere l’immagine offensiva. Il suo valore risiede tuttavia nel fatto di attestare la presenza dei cristiani a Roma già dal I sec. d.C., data attorno alla quale si stima che risalga il graffito.

2. Il Buon Pastore:

ILa escultura original del moscóforo, considerada una obra maestra de la estatuaria arcaica griega, data del año 570 antes de Cristo.
La statua originale del moscoforo, considerata un’opera maestra della scultura greca dell’età arcaica, risale al 570 a.C..

L’immagine del Buon Pastore è ispirata a un motivo tipico della scultura greca, cioè il “moscoforo” (o “portatore di vitello”). La statua originale del moscoforo, considerata un’opera maestra della scultura greca dell’età arcaica, risale al 570 a.C. ed è stata scolpita da un artista anonimo di un laboratorio dell’Attica. Il modello è sopravvissuto nell’immaginario del mondo antico ed è stato successivamente usato per rappresentare Cristo, il Buon Pastore che dà la vita per le sue pecore. Quest’immagine si trova nelle catacombe di San Callista a Roma.

3. Il Pantocratore:

el icono más antiguo del Cristo Pantocrator del mundo, aún conservado en el monasterio de Santa Caterina del Monte Sinaí, en Egipto.
L’icona più antica al mondo del Cristo Pantocratore, ancora conservata nel monastero di Santa Caterina del Monte Sinai, in Egitto.

Letteralmente, l’espressione greca “pantokrator” significa “che ha autorità sopra ogni cosa”. Rappresenta la traduzione greca dei due titoli associati a Dio nell’Antico Testamento, il “Signore degli Eserciti” (Sabaoth) e il più comune “Onnipotente” (El Shaddai), come contenuta nella Bibbia Septuaginta (o dei Settanta), prima traduzione delle Scritture dall’ebraico al greco. L’immagine mostra l’icona più antica al mondo del Cristo Pantocratore, ancora conservata nel monastero di Santa Caterina del Monte Sinai, in Egitto. Si tratta di uno dei monasteri più antichi al mondo, rimasto aperto e attivo fino ad ora. In questo monastero, ma c’era da aspettarselo, si trova anche la biblioteca attiva più antica al mondo.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Valerio Evangelista]

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