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I capolavori dell’Ermitage raccontano la misericordia

Vatican Insider - pubblicato il 14/05/16

È una mostra di respiro internazionale «Dialogo sulla Misericordia dal Seicento all’Ottocento» l’esposizione che si è appena aperta presso i Musei di San Salvatore in Lauro, nel «Complesso Monumentale del Pio Sodalizio dei Piceni», adiacente alla chiesa nazionale dei marchigiani residenti a Roma, situati nell’omonima piazza del rione Ponte e Parione.  

Nelle sale del Complesso, che già di per sé merita una visita per chi ama i luoghi della Roma segreta, doveroso segnalare il chiostro interno a ricordo che ci troviamo in un ex monastero, undici capolavori provenienti dal «Museo dell’Ermitage» di San Pietroburgo e undici capolavori provenienti da collezioni private italiane, racchiusi in un arco temporale che va dal Seicento europeo al grande Ottocento italiano, si confrontano e dialogano grazie a un originale percorso museale.  

La raffinata e preziosa mostra, nata in occasione del Giubileo straordinario di papa Francesco Misericordiae Vultus indetto per l’anno 2016, è frutto della collaborazione tra il Pio Sodalizio dei Piceni, «Il Cigno GG Edizioni di Roma» e il «Museo Statale dell’Ermitage» di San Pietroburgo. I curatori Sergei O. Androsov, del Museo dell’Ermitage e Paolo Serafini, dell’Università La Sapienza di Roma, hanno voluto porre l’accento sulla continuità, dai celebri quadri degli antichi maestri alle opere dell’Ottocento italiano, nell’affrontare temi religiosi, mistici, storici e sociali.  

Tra i capolavori esposti citiamo «La Deposizione» di Pieter Paul Rubens, l’«Annunciazione» di Anton Raphael Mengs, l’«Apparizione di Cristo agli Apostoli (Incredulità di San Tommaso) » di Anthonis Van Dyck, il «Martirio di Santo Stefano» di Pietro da Cortona, «Il Cristo tentato» di Domenico Morelli (mai più esposto dalla «Biennale» del 1901), «Il riposo durante la fuga in Egitto» di Simone Cantarini detto il Pesarese, «Cristo tentato» di Domenico Morelli, «L’elemosina» di Silvestro Lega e «Il martirio di Santo Stefano» di Pietro da Cortona.  

Non è certamente semplice raccontare la Misericordia nell’arte e le emozioni che attraverso i secoli, gli artisti sono riusciti a suscitare ispirandosi ai nobili sentimenti di compassione, pietà, dedizione, empatia verso l’Altro. L’esposizione vi riesce in pieno, grazie anche a un perfetto gioco di colori forti e delicati, di luci e ombre, accostando opere statali provenienti dalla Russia a opere di collezionisti privati, frutto di un lavoro straordinario, perché per ognuno dei quadri provenienti da San Pietroburgo, città fondata nel 1703 dallo zar Pietro il Grande e sorta sul delta del fiume Neva, è stato trovato un corrispettivo italiano, sempre ispirato alle tematiche della Misericordia.  

«Questa Mostra non vuole dare risposte ma portare la gente a farsi domande. Abbiamo creato le coppie di capolavori seguendo criteri diversi: formali, antropologici, culturali, tematici, alcuni più semplici, altri più complessi. Vorremmo che ogni osservatore cercasse la propria chiave di lettura. Sarebbe la prova che il nostro modello espositivo ha funzionato», ha dichiarato Serafini.  

Madre terrena e madre spirituale, sublimazione degli affetti e fisicità dell’amore spirituale. Ecco allora l’uno vicino all’altro il bozzetto della «Deposizione» di Rubens, simbolo della fragilità terrena di Cristo e la sua vicinanza agli esseri umani, che rappresenta la versione originaria della composizione della parte centrale del celebre «Trittico della Deposizione», che l’artista eseguì per la cattedrale di Nostra Signora ad Anversa tra il 1611 e il 1612 e l’olio su tela «Le due madri» di Luigi Nono, esposto per la prima volta in quest’occasione dal 1886 quando era stato realizzato per un collezionista inglese.  

Sulla balaustrata della Madonnina di Chioggia, una mamma con il figlioletto in braccio, accarezza teneramente il piede della statua della Madonna. Ha smesso di piovere da poco e il pavimento mostra ancora evidenti pozzanghere, sulle quali il cielo si specchia, un colorato mazzolino di fiori è appeso alla lanterna. Sullo sfondo, come ad avvolgere l’intera scena che suscita nel visitatore un sentimento di tenerezza, un cielo che al tramonto rischiara offrendo ristoro alle rondini in volo che osservano il giorno morire in una miriade di delicate tonalità di rosa, di giallo, di grigio, di azzurro. Se è vero come sostiene Androsov uno dei curatori che «il recente incontro a L’Avana tra papa Francesco e il patriarca russo Kirill ha dimostrato una volta di più che le due Chiese, la cattolica e l’ortodossa, hanno tra loro molte più rassomiglianze che differenze, e questo ci permette di riprendere il discorso sia sulla storia e l’architettura sia sull’arte figurativa per parlare in una prospettiva storica dei numerosi punti di contatto esistenti tra gli architetti e gli artisti italiani e russi», questa mostra è la conferma che l’universalità dell’arte travalica ogni frontiera e diversità, consentendo di avvicinare gli appassionati di ogni nazione. 

«Dialogo sulla Misericordia dal Seicento all’Ottocento» 

Roma 13 maggio – 25 settembre 2016 

Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro 

Piazza San Salvatore in Lauro, 15 

Orari: aperto da martedì a domenica: 10,30 – 13 / 16 – 19 

Per informazioni: Pio Sodalizio dei Piceni 

http://www.piosodaliziodeipiceni.it

info@piosodaliziodeipiceni.it  

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