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7 cantanti rock che hanno parlato dei sacramenti

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6. Leonard Cohen – Joan of Arc (Sacramento del Matrimonio)

Nato da stirpe ebraica, in questo periodo Leonard Cohen si descrive come un buddista. Ma qualsiasi sia la ragione, è capitato più volte di aver avuto un’inclinazione a scrivere canzoni su santi cattolici. A parte la sua celebre canzone “Alleluia” (che è certamente più in linea con la sua eredità ebraica), ha scritto una canzone chiamata “The Song of Bernadette”, interpretata da Jennifer Warnes (che potresti conoscere per canzoni come Up Where We Belong, Right Time of the Night e I Had the Time of My Life). Un altro pezzo meraviglioso scritto da Cohen e interpretato da Warnes è Joan of Arc. Se anche non vi fosse musica alcuna in questa canzone, il concetto sarebbe sufficiente per farla considerare un vero capolavoro. La storia descrive il martirio di Giovanna D’Arco. Ma ciò che è davvero unico di questa esecuzione è il fatto che Giovanna ha una conversazione con il fuoco che la sta bruciando. Si potrebbe pensare che questo dialogo sia tutto fuorché romantico. Invece questo notevole dialogo finisce col diventare una discussione sull’imminente matrimonio di Giovanna e del compimento dei suoi voti…

“ ‘Il fuoco rende poi il tuo corpo freddo/ Ti dò il mio da abbracciare’/ Dicendo così, è entrata dentro/ Per essere questo/ Per essere la sua sola sposa. E dentro nel suo fiero cuore/ Ha preso la polvere di Giovanna D’Arco/ E su, sopra gli ospiti di questo matrimonio/ Ha appeso le ceneri del suo vestito nuziale”

Meravigliosamente Cohen, un auto-proclamatosi buddista, comprende quello che oggi pochi cattolici capiscono, che l’estremo scopo del sacramento del matrimonio (per non parlare della santità stessa) è di prepararci per l’eternità nel “fiero cuore di Dio”.

7. Eleanor Rigby – The Beatles (Sacramento dell’Ordine Sacro)

https://www.youtube.com/watch?v=btyWqO6R0UE

Paul McCartney è stato cresciuto da cattolico, ma la sua fede d’infanzia appare raramente nella sua musica. A parte canzoni come “Let it Be,” è difficile trovare alcuna influenza diretta del cattolicesimo nella sua musica. Ma da questo punto di vista Eleanor Rigby è molto interessante. È un’ode, un’espressione di simpatia a tutte le “persone sole” là fuori. È interessante notare che tutte queste “anime tristi” sembrano incontrarsi attorno a una chiesa, come se la loro tristezza fosse aggravata dal fatto di essere in chiesa e di non potersene andare:

“Eleanor Rigby prende il riso nella chiesa in cui è avvenuto il matrimonio/ Vive in un sogno/ Aspetta alla finestra, con una faccia che tiene in un barattolo vicino alla porta/ Per chi sarà mai?”

E poi c’è il povero Padre McKenzie, che deve di certo essere un uomo solo e miserabile, perché nessuno – in pieno possesso delle proprie facoltà mentali – vorrebbe diventare un prete, a meno che si sia stati costretti a farlo dalla propria inettitudine sociale. Scherzo, ma questa deve essere stata – grossomodo – la percezione di McCartney, altrimenti non avrebbe reso la chiesa il terreno fertile per una tragedia simile.

“Padre McKenzie sta scrivendo parole di un sermone che nessuno ascolterà/ Nessuno si avvicina/ Guardatelo al lavoro/ Mentre rammenda i calzini di notte, quando non c’è nessuno là/ Cosa gli importa?”

Non nego che questi scenari siano molto reali, ma vorrei far notare che la simpatia di McCartney è in qualche modo fuori luogo. La tragedia non è che questi “perdenti solitari” siano bloccati in chiesa, ma piuttosto che ci sono innumerevoli persone sole in questo mondo che non hanno neppure tale conforto. Questo è ciò che fa veramente male. Invece ciò che è incoraggiante è che sia la chiesa che il clero offrono una casa, uno scopo e una comunità a queste persone. Perché Eleanor Rigby va in chiesa? Di certo non perché la chiesa, in quanto tale, sia deprimente, ma piuttosto perché potrebbe essere l’unico posto dove si sente la benvenuta. La vera tragedia è che Paul McCartney (e così tanti altri) può concepire il sacerdozio esclusivamente come una sorta di mancanza di aspirazioni. Come fa a sapere che Padre McKenzie non era un sacerdote per lo stesso motivo di Gesù Cristo, cioè per portare la Buona Novella ai poveri, soprattutto alle Eleanor Rigbys del mondo?

 [Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]
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