Ricevi Aleteia tutti i giorni
Comincia la tua giornata nel modo migliore: leggi la newsletter di Aleteia
Iscriviti!
Aleteia

7 cantanti rock che hanno parlato dei sacramenti

Condividi

4. Sting – All this Time (Unzione degli infermi)

Quasi ogni artista in questa lista ha qualche aspetto in comune. Per esempio, molti sono di cultura ebraica e/o cattolica. E sebbene, paradossalmente, il simbolismo cattolico sia come fuoco per la loro immaginazione, sono più che incerti su cosa pensare davvero della Chiesa Cattolica in quanto istituzione. Sting non fa eccezione. Le musiche e i testi di Sting, che forse in questa lista rappresentano l’elemento che più facilmente richiami i sacramenti, accarezzano sempre un’atmosfera medievale. L’album Soul Cages è forse quello che più si avvicino a questo particolare spirito. Tutte le tracce dell’album sono state scritte subito dopo la mort del padre. Ne consegue che, come dichiarato da Sting stesso, i testi si concentrano sulla sua infanzia e sulla storia della sua città d’origine. Lui non è stato particolarmente vicino a suo padre, quando era vivo; questo albu rappresenta quindi un tributo al padre, da morto. Essendo cresciuto nei pressi di un fiume (e, spiega lui, all’ombra di un porto), ha immaginato di seppellire suo padre in madre, soprattutto perché suo padre ha sempre voluto viaggiare, ma non è mai stato sufficientemente stabile da un punto di vista economico per farlo. Ad ogni modo, questa canzone parla del complicato rapporto con il padre, associato al costante e profondo desiderio di Sting di seppellire suo padre in mare. Il testo della canzone cerca di contrastare il suo desiderio di “seppellire il padre in mare” con i “rigidi” dettami della Chiesa in merito al seppellimento cristiano:

“Due preti sono venuti a casa nostra stanotte/Uno giovane, uno vecchio, per offrire preghiere al morente e per offrirgli l’Estrema Unzione. Uno per imparare e uno per insegnare in che modo soffia il vento freddo … Se potessi fare a modo mio/ Prenderei una barca sul fiume e seppellirei il vecchio, lo seppellirei nel mare… Beati i poveri, perché erediteranno la terra/ Meglio essere poveri che essere grassi agli occhi del bisognoso/ Pronunciando queste parole giuro di sentire il vecchio ridere: ‘A che serve un mondo esausto e per cosa potrebbe valere la pena?”

Mentre, di nuovo, il tono e palesemente cinico, soprattutto nei riferimenti cattolici e biblici, l’humor (seppur nero) non avrebbe alcun effetto se non avesse la peculiare bellezza e la poetica evocatività dei riti cattolici… soprattutto quelli che, come in questo caso, vengono amministrati per ultimi.

5. Mercy Street – Peter Gabriel (Sacramento della Confessione)

Ci sono tantissimi film che usano il Sacramento della Penitenza/Confessione/Riconciliazione (come volete chiamarlo) per dare drammaticità alle proprie sequenze. Ma non ci sono molte canzone che lo citino direttamente. Forse la ragione è che, in un certo senso, la musica stessa è un tipo di confessionale (anche se va detto che in questo particolare tipo di confessionale alcuni si vantano dei propri peccati). Ad ogni modo, Mercy Street (Via della Misericordia) menziona esplicitamente il Sacramento della Confessione. Grande ammiratore della poetessa Anne Sexton, Peter Gabriel ha voluto scrivere dei testi che potessero racchiudere parte dello spirito che ha animato la poetessa:

“Da nessuna parte nei pallidi, verdi e grigi corridoi/ Da nessuna parte nelle periferie della fredda luce del giorno/ Là in mezzo a tutto quello, così viventi e sole / Le parole sostengono come ossa / Sognando Via della Misericordia/ Dove si è capovolti/ Sognando Via della Misericordia/ Di nuovo nelle braccia di tuo padre…”

Lo stesso Gabriel è un paroliere fantasioso, e talvolta si è contraddistinto per introdurre temi religiosi nelle sue canzoni (cfr In Your Eyes, Solsbury Hill e Here Comes the Flood). Ma Via della Misericordia è una canzone meravigliosa e consapevole, dove sembra esserci tuttavia un accenno di cinismo, seppure solo nel punto in cui ci sono riferimenti alla Confessione:

“Tirando fuori le pagine da cassetti che scorrono lisci/ Estraendo nell’oscurità parola dopo parola/ Confessando tutti i segreti in una calda scatola di velluto/ Al prete/ Lui è il dottore/ Lui può gestire gli shock…”

Ma persino quando mostra quello che potrebbe sembrare un approccio itterico nei confronti del rito, ammette, anche se fosse per sbaglio, la vera natura del sacramento. Nella seguente strofa:

“Sognando tenerezza/ un tremito sulle labbra/ sulle labbra di Maria, che baciano…”

Il sacramento della Riconciliazione è un paradosso dove “la giustizia e la misericordia si baciano”. Il figlio che davvero conosce il Padre corre verso le Sue “braccia paterne”, perché sa che lì troverà la vera pace.

Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni