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Assassinato dai cugini per essersi convertito al cristianesimo, ora gli vengono attribuiti dei miracoli

n.karim / Flickr
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In esclusiva, la storia di Hassan Hussein Ibrahim Hamdar, noto come “Joseph”

Verso il martirio

Lunedì 8 settembre 1919 si confessò e ricevette la Comunione. Il giorno seguente fece lo stesso, e poi il parroco Yousif Sibrine arrivò e lo accompagnò al suo villaggio. Nel percorso trascorsero la maggior parte del tempo recitando il Rosario.

Quando arrivarono, Joseph, dopo un breve riposo, andò da solo a visitare la chiesa e vi rimase fin dopo il tramonto. Il parroco andò a cercarlo e lo trovò che pregava inginocchiato davanti alla porta della chiesa.

Il 10 settembre assistette alla Messa e ricevette l’Eucaristia per l’ultima volta. Nel frattempo, i suoi parenti seppero del suo arrivo, ma il fratello era assente. Due dei suoi cugini arrivarono armati e aspettarono che tornasse.

A mezzogiorno, il parroco e Joseph presero la via per Amchit, e sulla strada alcune donne sciite imprecarono contro di loro e li minacciarono.

Al suo arrivo a Zardaq si presentarono i due cugini, che gli chiesero di tornare alla religione dei suoi avi.

Gli ricordarono anche che suo padre era uno sceicco e che, come leader religioso, gli avrebbe dato un’ingente somma di denaro, gli avrebbe comprato due mucche, lo avrebbe mandato a Baalbek e gli avrebbe restituito la moglie e l’unico figlio.

Se avesse rifiutato, lo avvertirono, sarebbe andato incontro alla morte.

Joseph non accettò la loro offerta, e quindi gli spararono vicino due volte per intimidirlo. Visto che insisteva nella sua lealtà alla fede cristiana, lo uccisero con un colpo al petto.

I miracoli

Durante le indagini di Aleteia su questa storia, un anziano sacerdote ha assicurato che dopo la morte di Joseph si sono verificati molti miracoli, soprattutto a favore di una delle famiglie che ha conservato la sua tunica.

Il corpo di Joseph è stato sepolto nel luogo in cui è stato ucciso, ma la mattina del giorno dopo è stato spostato in un altro luogo per nasconderlo. Attualmente non si sa dove si trovi.

Il sacerdote ha detto infine ad Aleteia che c’è stato un tentativo di inviare un dossier su di lui a Roma per via dei miracoli avvenuti, ma la questione non ha avuto seguito. Tutto quello che resta da fare è pregare e aspettare un segno di Dio.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

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