Aleteia
martedì 20 Ottobre |
San Paolo della Croce
vaticano notizie

Francesco e il leader dei Bektashi: la via del dialogo per i Balcani

Vatican Insider - pubblicato il 11/05/16

Un’udienza alla guida di una confraternita religiosa sufi con cui la Santa Sede ha da tempo rapporti di amicizia. E proveniente da quell’Albania che durante il viaggio del settembre 2014 Francesco aveva citato espressamente come esempio di convivenza pacifica tra cristiani e musulmani. Sono i tratti essenziali che spiegano l’incontro tra il Pontefice e Baba Edmond Brahimaj – il leader spirituale dei Bektashi, il volto balcanico della corrente mistica dell’islam – avvenuto questa mattina presso lo studio dell’Aula Paolo VI, prima dell’udienza generale.  

Un incontro che non sorprende: il leader dei Bektashi aveva già partecipato agli incontri interreligiosi di Assisi e anche alla cerimonia della beatificazione di Madre Teresa. Eppure si è trattato lo stesso di un fatto molto significativo se osservato alla luce del contesto più generale del mondo musulmano di oggi. Perché proprio le correnti sufi sono oggi sono tra i gruppi più avversati dall’islamismo radicale; e – in modo particolare – quelle che come i Bektashi hanno nella loro dottrina punti di contatto importanti con l’islam sciita. 

Non è un caso che l’Isis – tanto in Siria quanto in Libia – abbia raso al suolo luoghi di culto di confraternite sufi, considerati «luoghi di apostasia» alla stessa stregua delle chiese. Ma anche al di là delle violenze più crude del sedicente Califfato, l’intolleranza nei confronti dei sufi è in crescita anche in aree come i Balcani. A marcare le distanze non sono solo il misticismo e le dottrine fratellanza, ma anche aspetti esteriori molto visibili: i luoghi di culto dei Bektashi, per esempio, non hanno minareti e muezzin, le loro donne non indossano il velo e partecipano alla preghiera nello stesso luogo degli uomini. Tutti aspetti che esistono da secoli, ma oggi in un Oriente sempre più allergico alle differenze vengono additati come uno scandalo da chi vorrebbe imporre il wahhabismo come unica rigidissima visione dell’islam. 

Del resto non è nemmeno una storia così nuova: l’origine dei Bektashi risale al XIII secolo in ambito Ottomano; ma lo spostamento definitivo del loro baricentro dalla Turchia a Tirana risale al 1925, quando in un ulteriore stadio dell’omogenizzazione forzata avviata dai Giovani Turchi, dopo armeni e assiri nel mirino di Ataturk finirono anche i curdi e le confraternite sufi, troppo poco ortodosse rispetto all’islam sunnita.  

Così i Bektashi sono sopravvissuti in Albania, nonostante la prova durissima attraversata pure da loro durante il regime comunista di Enver Hoxha. E ancora oggi nel contesto albanese i loro rapporti con gli imam sufi sono generalmente improntati all’amicizia. Ma non è così in alcuni Paesi vicini, dove il wahhabismo importato dai mujahiddin giunti per combattere nella ex Yugoslavia ha già cominciato a prenderli di mira. Il caso più clamoroso è stato nel 2002 in Macedonia l’occupazione del santuario di Harabati, nella città di Tetova, uno dei luoghi più importanti per la loro tradizione: i locali gruppi sunniti radicali l’hanno occupato e trasformato con la forza in una moschea. E a nulla sono valse le proteste della comunità bektashi. Senza dimenticare, poi, che i Bektashi vengono spesso accostati dagli studiosi delle confraternite sufi agli Aleviti, una minoranza turca numericamente molto significativa. Ma anche uno dei gruppi finiti pericolosamente in questi ultimi anni nel mirino di Erdogan. 

«Il Papa, lasciando da parte il protocollo, si è avvicinato da fratello a fratello, con una grande cordialità – ha detto Baba Edmond Brahimaj alla Radio Vaticana raccontando l’incontro di oggi – . Il suo è stato un messaggio di fraternità; abbiamo riaffermato il valore del dialogo, dell’incontro fraterno e dell’importanza che le comunità religiose hanno per la società odierna. Il Papa – ha detto ancora – ha ricordato l’incontro che lui ha avuto con tutte le comunità religiose in Albania, dove ha visto una ferma volontà dell’incontro, del dialogo fraterno, sincero, franco, per trasmettere a tutti i credenti la via dell’amore, dell’incontro e della pace che il Signore ci ha lasciato, perché non ci sono alternative alla via della pace e dell’incontro». Un messaggio che per i Balcani – vera frontiera europea della lotta al Califfato – ha oggi un’importanza tutta particolare. 

Sostieni Aleteia

Se state leggendo questo articolo, è grazie alla vostra generosità e a quella di molte altre persone come voi che rendono possibile il progetto evangelizzatore di Aleteia. Ecco qualche dato:

  • 20 milioni di utenti in tutto il mondo leggono Aleteia.org ogni mese.
  • Aleteia viene pubblicato quotidianamente in otto lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese, arabo, polacco e sloveno.
  • Ogni mese, i nostri lettori visionano più di 50 milioni di pagine.
  • Quasi 4 milioni di persone seguono le pagine di Aleteia sui social media.
  • Ogni mese pubblichiamo 2.450 articoli e circa 40 video.
  • Tutto questo lavoro è svolto da 60 persone che lavorano full-time e da altri circa 400 collaboratori (autori, giornalisti, traduttori, fotografi...).

Come potete immaginare, dietro questi numeri c'è un grande sforzo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per poter continuare a offrire questo servizio di evangelizzazione a tutti, ovunque vivano e indipendentemente da quello che possono permettersi di pagare.

Sostenete Aleteia anche solo con un dollaro – ci vuole un minuto. Grazie!

Preghiera del giorno
Oggi festeggiamo anche...





Top 10
EUCHARIST
Philip Kosloski
Questa Ostia eucaristica è stata filmata ment...
Aleteia
Gli avvisi divertenti che si leggono nelle pa...
Aleteia
Preghiera a santa Rita da Cascia per una caus...
Religión en Libertad
Lo jihadista non è riuscito a decapitarmi: “C...
Domitille Farret d'Astiès
10 perle spirituali di Carlo Acutis
BLESSED CHILD
Philip Kosloski
Coprite i vostri figli con la protezione di D...
PADRE PIO
Philip Kosloski
Quando Padre Pio pregava per qualcuno recitav...
Vedi di più
Newsletter
Ricevi Aleteia tutti i giorni