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La Passione della Polonia, un Papa e la Divina Provvidenza

GettyImages - dominio pubblico - via Wikipedia
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E’ nell’agonia di Auschwitz in Polonia che Dio ha portato la luce più brillante

Visitando la Polonia, l’occhio del pellegrino potrebbe essere facilmente catturato da quello che chiamerei “La Passione della Polonia”. In trappola tra le due superpotenze dell’epoca, Russia e Germania, e priva di confini naturali a est o a ovest, il popolo polacco ha visto il proprio paese, vasto e prospero, diventare il terreno di battaglia tra inquietanti ideologie politiche ed economiche. In seguito alle guerre napoleoniche, la nazione della Polonia è scomparsa, inghiottita da Russia, Prussia e Austria. Infine, dopo la Prima Guerra Mondiale, è stata fondata la Polonia indipendente, occupata poi prima dai nazisti e poi dalla Russia sovietica.

Conosciamo bene le crudeltà che i nazisti hanno perpetrato nei confronti degli ebrei, ma pochi si rendono conto che i fascisti tedeschi hanno considerato anche i polacchi “adatti esclusivamente allo sterminio”. Sotto l’occupazione nazista sono stati massacrati circa due milioni di persone etnicamente polacche. Altri milioni sono stati espulsi dai territori controllati dai tedeschi e deportati in campi di lavoro forzato. Alla popolazione è stata periodicamente affamata. Decine di migliaia di intellettuali e leader culturali sono scomparsi. Poi i nazisti sono stati sconfitti e sono subentrati i sovietici, che hanno continuato l’olocausto. Circa 325mila polacchi sono stati internati in Russia, mentre sono decine di migliaia quelli giustiziati oppure uccisi a causa della fame, delle malattie, delle torture, della prigionia e del lavoro forzato.

All’inizio di tutto questo, nel 1938, il giovane Karol Wojtyla ha lasciato insieme al padre la casa d’infanzia a Wadowice, per avviare la sua carriera universitaria a Cracovia. L’anno successivo c’è stata l’invasione nazista. Hanno chiuso l’università, ucciso i suoi lumi e spinto alla clandestinità i professori rimanenti. Karol Wojtyla è stato quindi costretto a trovarsi un lavoro, inizialmente in una cava di pietra e poi in un laboratorio chimico. Sotto l’occupazione nazista il terrore è stato parte di ogni istante della vita quotidiana. La Gestapo sarebbe potuta arrivare e arrestare chiunque per la più minima delle offese, fucilarli per strada, mandarli da un plotone di esecuzione o imbarcarli per un campo di concentramento. La Chiesa cattolica è stato un obiettivo speciale. Sono stati assassinati sacerdoti, chiese sono state chiuse, così come seminari e scuole religiose.

In quest’atmosfera Karol Wojtyla ha sentito la chiamata al sacerdozio, e si è istruito in segreto. Dopo la sua ordinazione ha servito come sacerdote, professore di filosofia e vescovo, sempre sotto l’occhio vigile del Grande Fratello Sovietico.

Nel frattempo la Divina Provvidenza ha operato in vie nascoste. Nel 1905 è nata una bambina da una famiglia di contadini polacchi. Terza di dieci figli, Helena Kowalska ha avuto nel suo cuore il desiderio di diventare suora. Dopo soli tre anni di istruzione, si è unita al convento delle Suore della misericordia, prendendo il nome di Faustina. La sua breve vita è stata trascorsa nei lavori servili del convento, ma lei ha ricevuto la visione del Signore risorto che ora conosciamo come immagine della Divina Misericordia. Suor Faustina è morta a Cracovia nel 1938, lo stesso anno in cui Karol Wojtyla è arrivato in città, un anno prima dell’invasione nazista. La cava di pietra dove lui ha lavorato era a poche centinaia di metri dal cimitero del convento in cui è stata sepolta Suor Faustina.

Faustina non ha semplicemente avuto una visione di Gesù, ma lui le ha detto di disegnare ciò che ha visto e di diffondere la devozione alla sua Divina Misericordia per tutto il mondo, chiedendole di essere sicura che la domenica dopo Pasqua fosse celebrata dalla Chiesa di tutto il mondo come la Domenica della Divina Misericordia. Come avrebbe potuto un’assistente cuoca semianalfabeta realizzare una cosa del genere? Quando la devozione è stata soppressa dal Vaticano, dopo la Seconda Guerra Mondiale, il progetto è sembrato finito per sempre.

Ma poi nel 1978, 40 anni dopo la sua morte, il giovane studente che ha lavorato nella cava di pietra così vicino al suo convento è stato eletto papa. Lui aveva già iniziato una campagna per promuovere la devozione della suora polacca. Nel 1993 l’ha dichiarata beata, canonizzandola sette anni dopo.

Oggi nazismo e comunismo sono morti e alla base del Convento delle Suore della Misericordia di Cracovia è stata eretta una grande basilica in onore di Suor Faustina. Proprio nella colline di fronte, dove un tempo era la cava di pietra, sta per essere ultimata la costruzione di una nuova basilica in onore di Papa Giovanni Paolo II. Le due basiliche sono unite architettonicamente, con un sentiero e con un ponte.

I due edifici non solo ospitano i milioni di pellegrini che onorano i due santi, ma fungono anche da testimonianza permanente del trionfo della provvidenza di Dio. È stato nelle tenebre più buie mai viste dal genere umano – l’agonia di Auschwitz in Polonia e la brutale passione del popolo polacco – che Dio ha portato la luce più brillante. La passione del popolo polacco, come un’altra crocifissione, ha portato l’umanità al fondo per poi farla resuscitare. È da quella morte e da quella resurrezione che il mondo ha ricevuto l’immagine della Divina Misericordia. Perché Cristo trionfa sull’oscurità della morte ricordando al mondo intero che morte e tenebre non possono mai sconfiggere la luce e la vita di Cristo.

[Traduzione dall’inglese a cura di Valerio Evangelista]

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